Sondaggi Elezioni Europee 2014: il Movimento 5 Stelle non sfonda e il Pd è sempre davanti

Elezioni europee 2014: gli ultimi sondaggi mostrano una situazione ormai stabilizzata.

Ultimi giorni di sondaggi per le elezioni europee 2014, prima del blocco imposto alla pubblicazione delle rilevazioni elettorali che scatterà dal 10 maggio, quindici giorni prima del voto. Non che sia un grosso dramma, visto che da quando i sondaggi hanno iniziato a focalizzarsi sulle europee non ci sono mai stati grossi spostamenti e le cose, grosso modo, sono sempre rimaste uguali (escludendo quel sondaggio riservato sul Movimento 5 Stelle che lo dava primo partito). Gli stessi dati vengono ora confermati dalle rilevazioni di Piepoli per La Stampa, che mostrano un Partito Democratico ancora in testa, un Movimento 5 Stelle stabile e Forza Italia che, nonostante le difficoltà, riesce a reggere.

Per la precisione, questi sondaggi sulle elezioni europee danno il Partito Democratico ancora elevatissimo, al 34%, e quindi stabile rispetto a settimana scorsa. Si tratta di numeri davvero importanti per il Pd, anche se non pochi all'interno del partito ammettono di temere che il risultato finale potrebbe essere inferiore alle aspettative. Insomma, c'è la paura che l'effetto Renzi venga sovrastimato dai sondaggisti e che quindi anche un buon risultato attorno al 28% (in crescita netta rispetto alle politiche) venga di conseguenza vissuto come una sconfitta.

Moltissimo dipende da come andranno le cose, al di là dei sondaggi sulle europee, per il Movimento 5 Stelle. Piepoli attribuisce al partito guidato da Beppe Grillo il 25% dei voti (in crescita di un punto), ma in queste ultime settimane si sta facendo largo - in una sorta di remake di quanto avvenuto per le politiche - il sospetto che ancora una volta il M5S sia sottostimato. La cosa, ovviamente, va di pari passo con quanto detto per il Partito Democratico.

Forza Italia, secondo i sondaggi sulle elezioni europee di Piepoli, riesce a reggere: gli sforzi di Berlusconi le permettono di conquistare mezzo punto percentuale, che vale il 20%. Numero considerato indispensabile per scongiurare una crisi di partito e consentire un sereno passaggio di consegne a Marina Berlusconi, cosa che ormai viene data per scontata. Da notare, anche, come un successo del Pd e una tenuta di Forza Italia manterrebbe probabilmente il governo Renzi al sicuro; mentre al contrario uno scenario opposto potrebbe portare a votare per le elezioni politiche già nel 2014.. E gli altri partiti? È confermato che l'unione tra Ncd, Udc e Popolari consentirà di superare la soglia di sbarramento e arrivare al 5% circa, così come dovrebbe superare la soglia la Lega Nord rivitalizzata da Salvini (data al 4,5%). Non arrivano buone notizie, invece, per la Lista Tsipras, al 3,5%, per Fratelli d'Italia (3,5% pure loro) e per Scelta Europea, al 2,5%.

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