Hamas ritira la messa al bando dei quotidiani: nella Striscia di Gaza si torna a leggere Al-Quds

Dopo sei anni di messa al bando nella Striscia di Gaza torna il quotidiano Al-Quds, il principale quotidiano palestinese

Giornata di festa oggi a West Bank e nella Striscia di Gaza, una festa tutta legata alla libertà di informazione dei cittadini arabi ed ebrei palestinesi: il quotidiano Al-Quds, il principale quotidiano palestinese stampato e distribuito in Cisgiordania, ha ripreso la sua attività editoriale cartacea questa mattina.

"Al-Quds è tornato!"

grida lo strillone Nabil Baker, palestinese di 42 anni.

Se in Italia, ed in larghissima parte "dell'occidente", si perdoni il termine banalmente convenzionale, il mercato editoriale cartaceo è in rapido declino in favore dei media digitali (e in particolare dei nativi digitali come Blogo.it) altrove il quotidiano "fisico" rappresenta l'unico baluardo di informazione per la maggior parte della popolazione, che spesso (come nei territori palestinesi) non ha accesso alla rete e, di conseguenza, all'informazione online.

Nella Striscia da 7 anni il partito islamista di Hamas ha messo al bando qualsiasi organo di informazione che non sia allineato: tra questi c'è proprio Al-Quds, che se pure ha continuato la propria attività televisiva e online, si è trovato costretto a chiudere i battenti: una grave perdita per la libertà di informazione dei cittadini palestinesi che si è legata a doppio filo con una qualità della vita drammaticamente bassa in termini di diritti umani.

Era l'estate del 2008 quando la distribuzione del giornale era stata vietata dalle autorità islamiste di Hamas, alla guida della Striscia di Gaza, nel mezzo delle tensioni con al-Fatah, che governa invece la Cisgiordania; questa mattina Ihab al-Ghussein, portavoce del governo di Hamas a Gaza City, ha confermato all'agenzia di stampa palestinese Ma'an che il quotidiano al-Quds tornerà a essere distribuito nella Striscia.

La notizia è stata accolta con gioia dai lettori arabo-palestinesi ed è uno dei primi effetti dell'accordo di riconciliazione raggiunto il 23 aprile tra Hamas e al-Fatah, che ha messo fine a 7 anni di ostilità fratricida proprio in un momento storico in cui l'islam e la società araba fatica a restare unica, frammentata dalla tragedia siriana e logorata da una frattura sempre più profonda tra i vari rami dell'Islam. Le parti hanno aderito ai principi fissati per la riconciliazione al Cairo e a Doha: entrambe hanno inoltre concordato la necessità di riattivare il Consiglio legislativo palestinese.

Nella guerra fratricida che logora dall'interno la Palestina Hamas mise al bando i quotidiani Al-Ayyam e Al-Hayat al-Jadida, il quotidiano ufficiale dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), la quale a sua volta mise al bando i giornali al-Risalah, Palestine e al-Istilal, stampati a Gaza.

Le autorità palestinesi sembrano essersi accorte che l'unità nazionale passa anche dalla libertà di informazione, grazie alla quale i cittadini possono formare le proprie opinioni basandole sul pluralismo dell'informazione, da quasi un decennio schiacciato unicamente su due sole posizioni in antitesi tra loro ed in antitesi, a loro volta, con qualsivoglia posizione israeliana: impossibile, in queste condizioni, pensare di pacificare un territorio diviso al suo interno ed al suo esterno.

L'accordo del 23 aprile ha come principale obiettivo la ripresa dei negoziati con Israele, che sarebbero dovuti cominciare oggi ma che (per ordine del premier Netanyahu) sono stati annullati.

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