Confine turco-siriano: ancora tiri di artiglieria

Resta alta la tensione sul confine tra Siria e Turchia. Ieri alcuni razzi siriani sono esplosi nelle campagne del comune di Harapjoz, nella provincia turca di Hatay, spaventando la popolazione. Testimoni oculari hanno raccontato di campi coltivati pieni di schegge e soldati siriani ben oltre il confine di stato.

L'esercito turco ha risposto al fuoco, anche se l'azione è parsa soltanto dimostrativa. La diplomazia non sembra trovare la chiave di lettura giusta per scongiurare un possibile conflitto tra i due Paesi: il premier turco Erdogan ha parlato di opzione militare allo studio del suo governo e ha minacciato il Vicino meridionale che ulteriori incidenti di confine gli costeranno un "prezzo elevato".

I colpi di artiglieria e i razzi sparati dall'esercito siriano verso il confine turco non sono provocazioni deliberate nei confronti di Ankara, bensì conseguenza del conflitto tra esercito regolare fedele a Assad e milizie ribelli. Di certo la disinvoltura con cui i siriani hanno usato armi pesanti sul confine con la Turchia non sarà tollerato ancora a lungo dal governo Erdogan. E' questa la principale preoccupazione della Comunità Internazionale e degli USA in particolare: il segretario alla Difesa Leon Panetta ha esplicitato la contrarietà del suo Paese a un intervento Turco oltre i confini siriani.

Sul fronte della guerra civile, il Consiglio nazionale siriano ha lanciato l'allarme per la controffensiva dell'esercito regolare su Homs e in generale sull'andamento ondivago delle ostilità, situazione che allunga i tempi della guerra con le conseguenza di allungare la guerra e far lievitare il numero delle vittime.

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