Storie di Casta: in arrivo il Lodo Matteoli per estendere l'immunità anche ai ministri. L'allergia ai tribunali contagia anche Alleanza nazionale.


Non si è ancora spenta l'eco delle critiche verso il Lodo Alfano e la disuguaglianza di fatto che questo provvedimento introduce tra cittadini semplici e alte cariche dello Stato di fronte alla legge che, con un tempismo e una spudoratezza da oscar, il Popolo della libertà tenta il bis.

Stavolta è la seconda gamba del Pdl, Alleanza nazionale, ad accarezzare il sogno di una giustizia su misura, uguale per tutti, ma meno uguale per i ministri della Repubblica. Un disegno di legge in due articoli del parlamentare An Giuseppe Consolo propone di sottoporre alla valutazione delle Camere i giudizi a carico dei ministri, per decidere se “lasciarli” ai tribunali ordinari o passarli al tribunale dei ministri. Se consideriamo che Consolo è l'avvocato difensore del ministro Altero Matteoli, imputato a Livorno per favoreggiamento (non a caso l'articolo 2 è stato aggiunto per specificare che la legge si applica anche ai processi in corso) e che i risultati delle votazioni sulle autorizzazioni a procedere ci fanno sperare ben poco sulla reale imparzialità di senatori e deputati, scopriamo che ci troviamo di fronte ad un autentico Lodo Matteoli, che elegge ad intoccabili anche i ministri in carica.

Davvero interessante questo approccio all'applicazione della giustizia: ogni volta che un pezzo grosso viene beccato con le mani nella marmellata, il suo avvocato, saggiamente collocato alla Camera o al Senato, provvede a modificare una legge o a crearne una su misura per toglierlo d'impaccio. Speriamo che non inquisiscano una delle domestiche di Gianfranco Fini, altrimenti ci troveremo con una legge che blocca i processi alle colf dei presidenti della Camere....

Via | La Stampa


Lodo Matteoli

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