Caso Expo 2015: il Movimento 5 Stelle sfiducia Lupi?

Il ministro non è indagato, ma dovrebbe riferire in Parlamento.

Gli arresti e le tangenti nell'ambito dell'Expo 2015 hanno tirato in ballo anche pezzi da novanta del mondo della politica, come Silvio Berlusconi, Cesare Previti e da ultimo Maurizio Lupi. Nessuno di questi è indagato o coinvolto nell'inchiesta, ma il loro nome è saltato fuori spesso. E le attenzioni si sono concentrate sul ministro dei Trasporti Lupi, per le parole intercettate dell'ex Dc Frigerio (uno dei presunti capi della cupola, secondo le indagini degli inquirenti): "Gigi (ovvero Luigi Grillo, ndr) vede Maurizio Lupi quasi tutti i giorni, praticamente gli fa da sottosegretario".

E insomma il nome di Maurizio Lupi viene nominato con una certa frequenza, per la precisione 33 volte, nelle carte dell'ordinanza. Una ragione sufficiente per chiedere al ministro di venire a riferire in Parlamento - la richiesta è già stata depositata dal pentastellato Riccardo Nuti - ma probabilmente la cosa andrà oltre, come conferma Manlio Di Stefano sempre del M5S all'HuffPost: "Dovremo deciderlo con un'assemblea, ma probabilmente ne chiederemo la sfiducia".

Ma che possibilità ha di passare questa sfiducia? Ben poche, a meno che non emerga qualcosa di nuovo dalle carte dell'inchiesta (cosa che al momento non sembra sul punto di avvenire) che giustifichi una ritirata da parte del Partito Democratico nei confronti dell'esponente del Nuovo Centrodestra e ministro del governo Renzi.

Quali sono, però, i sospetti nei confronti di Lupi? Nel mirino del Movimento 5 Stelle c'è la sua vicinanza a Comunione e Liberazione, potentissima lobby che ha il suo terreno d'elezione a Milano (città nativa di Lupi). Va però detto che in questa occasione, per il momento, il nome di Cl non è ancora uscito, a differenza di quello di alcune cooperative legate al mondo del centrosinistra. E anche lì, molto probabilmente, qualcuno sarà chiamato a chiarire.

Maurizio Lupi indagato

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