Europee, resa dei conti fra Renzi, Berlusconi, Grillo o ko della politica?

A due settimane esatte dal voto del 25 maggio – di fatto un referendum sull’Europa e sul suo progetto di integrazione ma in Italia una resa dei conti fra Renzi, Berlusconi, Grillo – il quadro, già molto incerto, rischia di diventare inquietante.

grillus

Non si tratta di lanciare segnali allarmistici ma di vedere le cose per quelle che sono e per come potrebbero svilupparsi dopo il 25 maggio. Senza girare attorno al pero, la sostanza è una sola: gli italiani – impossibilitati a scegliere i propri rappresentanti per il Porcellum, con il rischio che con l’Italicum sarà ancor peggio - approfitteranno di questa opportunità data dalla scadenza elettorale delle europee (e anche amministrative) per dire come la pensano. I segnali di oggi vengono da lontano e non lasciano intravedere nulla di buono.

Il voto, al di là degli zero virgola in più o in meno di questo o quello, sarà chiaro nella sua essenza di fondo: la stragrande maggioranza degli italiani è contro questa politica e questi partiti o resta indifferente alle vicende politiche che li vede esclusi, impegnati solo a tirare la carretta e a pagare gli errori e le malefatte della politica.

Non servono i sondaggi dei grandi istituti che dicono che quelli che non andranno a votare o quelli che si asterranno dal mettere una croce sulla scheda saranno il 40&! Basta stare in mezzo alla gente per capire che l’umore è addirittura peggiore dei pessimi numeri. Sarà un voto di punizione contro la politica, ovvio che poi si tramuterà in una punizione contro se stessi. Tant’è.

Scrive oggi Eugenio Scalfari nel suo domenicale su Repubblica: “ L’alternativa all’astensione è il voto a Grillo, che non è né di destra né di sinistra o d’alcun altro colore politico. È antipolitica pura che si concentra su un programma distruttivo. Non ha proposte da fare di nessun genere, né per l’Italia né per l’Europa, tranne una: distruggere tutto ciò che esiste, tutti i partiti, tutte le istituzioni e tutte le persone che le rappresentano. Non ce n’è una sola che sia risparmiata, da Napolitano a Santanché, da Renzi a Berlusconi, dalla Merkel alla Le Pen, da Putin a Vendola. Tutto va azzerato. I Parlamenti debbono essere ridotti a uffici che diano forma di legge alle decisioni indicate dai referendum. Democrazia diretta. Il governo composto da funzionari che restano in carica per un periodo breve e poi se ne tornano a casa. Per quel pochissimo che conteranno, i parlamentari dovranno rispettare il vincolo di mandato, cioè le decisioni che i partiti hanno scelto nei loro programmi e che il popolo ha in diversa misura approvato. Ha un senso votare per un programma del genere che, nella fattispecie del Movimento 5 Stelle dà a Grillo tutto il potere trasformando la democrazia, con tutti i suoi vizi e difetti, nella tirannide d’un comico? Infatti, non ha alcun senso e la gente lo vota come protesta. Il voto a Grillo equivale al non voto, ma è molto più pericoloso e il perché è evidente”.

La chiusura di Scalfari trova un barlume di ottimismo dai sondaggi: “Per fortuna i sondaggi danno al Pd di Renzi 10 o 11 punti di maggioranza rispetto a Grillo, il quale a sua volta supera Forza Italia di molte lunghezze”.

E se accadesse come alle ultime politiche con Grillo che prese il doppio dei voti di quanto pronosticavano i sondaggi?

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO