Lega Nord, in piazza lo "zoccolo duro" dei padani. Maroni rimastica gli slogan di Bossi

Quando sotto i riflettori mediatici ci sono le primarie del Pd stretto fra Bersani e Renzi e le fibrillazioni del Pdl in liquidazione (con il Cav in trasferta per il compleanno dell’amico Putin) non c’è più trippa per gatti. Così la Lega 2.0, quella post scandali versione Maroni, deve accontentarsi dei titoli di coda e il raduno veneziano di ieri passare sottotono, anche se gli organizzatori gridano al miracolo per i 60 mila presenti dichiarati (ma l’Ansa sforbicia e scrive 12 mila…).

Comunque, stando agli slogan e agli applausi, lo zoccolo duro dell’orgoglio padano resiste e si infiamma soprattutto quando l’ex ministro degli Interni grida dal palco: “Via Equitalia dal Nord!” e: “Siamo l’unica forza politica che si oppone al governo di FalliMonti”. Sotto il palco un vecchio militante (brillo) ripete a squarciagola: “Secessione!” ma nessuno pare apprezzare: solo Umberto Bossi, stralunato e sbagliando i tempi, si agita e muove le mani in segno di accenno d’applauso, isolato. Ah, i bei tempi andati!

Quella della Lega a Venezia è come la vecchia replica di un film che le tv danno in estate, quando non ci sono telespettatori. Archiviato il rito dell'ampolla, forse con meno folclore, tornano gli slogan della Lega per l'indipendenza che ormai non tirano più. Commenta il deputato Udc Antonio De Poli, veneto. "La gente non dimentica gli scandali in casa Lega. L'unico messaggio ossessivo è attaccare Monti che, eppure, riscuote grandi consensi anche in Veneto. Avanti col rigore di Monti e stop alle Regioni colabrodo. Questo sta facendo il governo, a differenza di quanto ha fatto la Lega quando scaldava le cadreghe di Palazzo Chigi".

Già, “Roma ladrona!” Tale e quale come ha ricordato, assente il Trota, il Senatur, oscurato dall’ex fido Bobo, ma capace ancora di trovare il militante che vuole l’autografo sul suo fazzoletto verde. La Lega inizia così l’attraversamento nel deserto, in vista di elezioni che non promettono nulla di buono. Sono davvero in tanti quelli pronti a invadere i pascoli del Carroccio, in primavera verdi e rigogliosi.

L’ultimo, in ordine di tempo, è l’ex amico Giulio Tremonti, in corsa con il suo nuovo movimento “3L, Lista Lavoro Libertà” con uno slogan “Padroni a casa nostra, basta con questa sovranità limitata!”. Come dire, una secessione più a largo raggio di quella padana dell’ex amico Bossi. Tremonti sa che prenderà pochi voti ma sa anche dove andare a cercarli. Maroni avvisato…

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