Caso Expo 2015: il Pd sospende Primo Greganti

Per "dubbia condotta". Ma in tanti non sapevano nemmeno che fosse ancora iscritto. O almeno così dicono.

Qualche giorno fa, quando si cercava di capire se Primo Greganti, uno dei capi della cupola che gestiva gli appalti di Expo 2015, fosse effettivamente iscritto al Partito Democratico, sembrava che i vari dirigenti locali cascassero dalle nuvole. Nessuno ne sapeva nulla. E però, come prevedibile, ecco che il Compagno G aveva davvero la tessera del Pd in tasca, iscritto quarta circoscrizione torinese San Donato (quartiere Parella) negli anni 2012 e 2013 e proprio in questi giorni avrebbe dovuto rinnovare la tessera per il 2014.

D'altra parte Greganti è torinese di nascita, fu anche operaio della Fiat nella sua vita ricca di colpi di scena, il cui aspetto più noto, prima di oggi, era il suo coinvolgimento in Tangentopoli. Oggi è uno dei protagonisti dello scandalo Expo, accusato di essere l'uomo incaricato di tenere i rapporti con il mondo politico di centrosinistra e con le cooperative rosse. Accuse che sono state sufficienti per decidere di una "sospensione cautelare" dal Pd, motivata dalle regole di appartenenza al partito che la prevedono in caso di "dubbio condotta". E molto probabilmente in poche occasioni si è stati così solleciti come con Primo Greganti, tesserato che mette in grande imbarazzo i vertici del partito.

"Cautelare", quindi. Il che significa che se venisse accertata la colpevolezza ecco che potrebbe arrivare l'espulsione definitiva di uno degli uomini che ha accompagnato tutta la trafila di quello che oggi è il Partito Democratico, fin dai tempi del Pci, e che mai da quegli ambienti si era davvero allontanato: "Dopo la notizia dell’arresto è scattato immediatamente il provvedimento di sospensione cautelativa, ovviamente se in queste settimane dovesse chiederci di iscriversi anche per l’anno corrente non glielo consentiremo”, spiega il segretario provinciale del Pd di Torino Fabrizio Morri all'Huffington Post.

Se ne parla come se la sua militanza nel partito fosse una cosa ignota a tutti, ma non è così: addirittura pochi mesi fa Greganti si trovava al teatro Carignano di Torino per una iniziativa pubblica del candidato alle regionali in Piemonte Sergio Chiamparino, dove peraltro sedeva in prima fila. Dal partito spiegano che non potevano impedirgli di presenziare agli eventi, ma che comunque non aveva nessun rapporto con i dirigenti. Di sicuro, non è lo stesso che andava dicendo lui ai compagni della cupola.

greganti

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