USA 2012: Biden "in clausura" per prepararsi al dibattito

Joe Biden
È trascorsa quasi una settimana dal primo dibattito presidenziale, eppure questo continua a essere il tema principale in Usa, tanto che anche Obama è corso ai ripari ironizzando sulla propria deludente performance contro Romney. In vista del dibattito tra i candidati alla vicepresidenza di giovedì prossimo, lo staff del presidente sa di non potersi permettere una seconda sconfitta: se la preparazione di Obama al dibattito è stata carente, anche per mancanza di tempo, il vicepresidente Joe Biden ha sospeso tutti gli altri impegni per dedicarsi a una tre giorni di preparazione al dibattito, sotto la direzione di David Axelrod, il più fidato collaboratore di Obama.

Biden sa di non avere davanti un'impresa facile, perchè Paul Ryan viene visto come "un'enciclopedia ambulante di numeri". Ma il vicepresidente sa di essere il principale nemico di se stesso: la sua implacabile propensione alle gaffe è stata il terrore dello staff presidenziale in questi quattro anni (a Obama è stata attribuita la frase "Quand'è che Biden smetterà di dire stupidaggini?"), e a maggior ragione lo sarà per il dibattito, quando basterà una frase fuori posto per diventare una barzelletta. Quindi Biden dovrà cercare di far cadere in contraddizione Ryan e dimostrarsi più concreto mettendo in evidenza quei numeri che non sembrano avere senso per il pubblico, ma al tempo stesso non fare o dire cose stupide. Sicuramente un compito più difficile rispetto a 4 anni fa, quando con il suo aplomb "smontò" la verve di Sarah Palin facendole fare la figura dell'esagitata.

Dal canto suo, Ryan sa bene di doversi aspettare un avversario agguerrito, e non solo perché Biden sta leggendo il libro "Young guns: a new generation of conservatives leaders", di cui il repubblicano è coautore. "Mi aspetto che il vicepresidente mi prenda a cannonate" ha detto Ryan, preoccupato anche dei sondaggi che mostrano come, nonostante la convincente performance alla convention repubblicana, non abbia fatto breccia né tra gli elettori moderati né tra gli indecisi. Su entrambi, in ogni caso, la pressione è forte, anche se sicuramente il dibattito di giovedì non sarà seguito dai 67 milioni di spettatori che hanno visto quello tra Obama e Romney.

E a proposito di quello, sono emersi due retroscena. Il primo: ormai è chiaro che il presidente, uscendo dall'aula della Colorado University, non aveva compreso del tutto la batosta appena presa, al contrario dei suoi consiglieri che avevano ben chiara la situazione già prima della fine della serata; solo successivamente Obama ha realizzato con pienezza di aver toccato il punto più basso della sua campagna elettorale. Il secondo: Obama aveva deciso già prima del dibattito di non attaccare Romney sulla vicenda Bain Capital, e forse neanche sulla gaffe del "47% degli americani", per paura di perdere il consenso degli indecisi, ma aveva deciso di cercare un equilibrio tra attacco e difesa. In pochi pensano che ci sia riuscito.

Foto Flickr

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