iNakba: Ong israeliana lancia una app per ricordare la "catastrofe" palestinese

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Il 15 maggio è una data molto importante per il popolo palestinese: si commemora la Al-Nakba (in arabo “catastrofe"). La ricorrenza tiene viva la memoria delle popolazioni arabe che furono estromesse dai propri territori in seguito alla nascita dello Stato di Israele (nato con l'esaurimento del mandato britannico e con l'entrata in vigore del Piano di partizione della Palestina). Come stimato da un rapporto Onu, gli arabi espulsi da Israele fino al 1951 furono più di 700 mila, mentre oggi si stimano essere più di 4 milioni.

Sessantasei anni dopo l'inizio dell'esodo, una Ong israeliana ha deciso di lanciare una app, che permetterà agli utenti di localizzare sul proprio smartphone tutti i villaggi arabi abbandonati o rasi al suolo durante la guerra del 1948. Su una cartina interattiva si potrà verificare la profonda mutazione che hanno subito i territori espropriati e sarà possibile ricostruirne la storia, attraverso schede di approfondimento e immagini.

L'app è stata lanciata dalla Ong Zochrot, in cui lavorano prevalentemente ebrei israeliani. Da sempre l'ente non profit è impegnato nella pacifica convivenza tra israeliani e palestinesi e il suo direttore, Eitan Bron­stein, appare molto fiducioso sulla finalità pedagogica del nuovo progetto: "noi riteniamo che un israeliano ebreo di ogni età abbia il dovere e il diritto di sapere che 678 vil­laggi, cit­ta­dine, loca­lità arabe sono state distrutte, can­cel­late".

La "missione" di Bronstein, tuttavia, non è facile da realizzare, visto che le autorità israeliane hanno sempre affermato che tenere viva la memoria della Nakba è una minaccia all'esistenza dello Stato di Israele. In un paese che va radicalizzando il suo nazionalismo e che non ha mai cessato di costruire nuovi insediamenti colonici nei territori occupati, le organizzazioni come Zochrot rappresentano decisamente un'eccezione. Eppure, nonostante tutto, continuano a costituire una speranza, sia pur flebile, per stimolare una risoluzione alla questione palestinese.

Zochrot, nonostante venga fortemente osteggiata dalle autorità ed etichettata come una formazione estremista, non ha mai perso la sua tenacia. Sta già pensando, infatti, di sviluppare una versione Android dell’app e pensa ad organizzare in futuro dei tour nei circa 500 villaggi palestinesi distrutti.

In un momento in cui il processo di pace è bloccato e Benjamin Netanyahu ha annunciato delle misure molto discutibili (una norma che proclama Israele "Stato del popolo ebraico" e un disegno di legge che potrebbe produrre il blocco del rilascio dei prigionieri politici palestinesi), in Israele c'è ancora chi vuol ricordare le ragioni "degli altri". E non per celebrare un trauma, o per creare una sorta di turismo del dolore. L'obiettivo rimane sempre uno solo, il più difficile: creare le basi per una convivenza pacifica.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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