Elezioni 2013 - Sondaggi: Il Movimento Cinque Stelle a un passo dal Pdl

Sondaggi Emg 1 ottobre 2012

Il Movimento Cinque Stelle si prepara a superare il Pdl. Fino a poco sarebbe sembrato un assurdo, e invece eccoci qui: Beppe Grillo tallona da vicinissimo un Silvio Berlusconi che cerca nei modi più disperati di tenere assieme il suo partito. Senza ottenere nessun risultato, visto che il Popolo delle Libertà scende ancora di un punto raggiungendo il 18,1% delle preferenze. Un risultato ormai lontanissimo anche da quel 20% che era considerata la soglia fisiologica sotto cui il Pdl non sarebbe potuto scendere. E invece eccoci qui: il M5S è al 17,8 (+1%) e già settimana prossima potrebbe diventare - virtualmente - il secondo partito.

Colpa dello scandalo del Lazio, delle giravolte ridicole del Cavaliere, delle voci di scissione degli ex An, dell'ostruzione alla legge anticorruzione. Tutti motivi che fanno pensare che parte dell'elettorato in fuga dal Pdl possa essere andato tra le braccia di Grillo. Non tutto comunque: una bel passo avanti lo compie la Lega, che torna a livelli consueti attestandosi al 6,4% (+0,7). Niente male per un partito che ha da poco concluso (?) il periodo più critico della sua ormai lunga vita e che appare molto poco - rispetto ai 'bei' tempi - sui mezzi di comunicazione. Merito sicuramente degli Stati Generali del Nord, delle feste ritrovate e della nuova linea di Maroni, che evidentemente piace. Il centrodestra tutto comunque vale pochissimo: 26,3%. Ed ecco spiegato il passo indietro di Berlusconi, nella speranza di fare largo all'Udc e magari anche a Fli.

E proprio Fli cresce: Fini si è messo davanti alle telecamere di tre programmi diversi in una settimana e ci ha guadagnato lo 0,6%, portando Futuro e Libertà fuori dal coma, al 2,9%. Se si fosse dimesso da presidente della Camera e avesse fatto politica attiva per tutto questo tempo, il suo partito probabilmente avrebbe il doppio dei voti. Ma ormai è tardi, e Fini fa quel che può. Casini e l'Udc sono invece stabili al 6,3%.

A sinistra resta in piedi il teorema delle 'primarie che fanno solo bene' al Pd. Se ne parla tanto, e soprattutto per evidenziare gli scontri interni al partito, ma l'elettorato apprezza sempre la stagione delle primarie del Partito Democratico, che infatti guadagna parecchio anche questa settimana e va al 26,5%. Otto punti e mezzo dal Pdl, un distacco irraggiungibile. Il Pd da solo, nei sondaggi, vale quanto l'intera coalizione di centro destra. Scende ancora Vendola (ma sta per partire la sua campagna per le primarie, quindi facilmente si risolleverà) al 5,5% e sale poco poco Di Pietro al 4,7%. I tempi in cui i partiti di questi due valevano assieme il 15-20% sono ben lontani. D'altra parte, allora, il Movimento Cinque Stelle non era ancora il (quasi) secondo partito.


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