Berlusconi si aggancia all’aiutino del “complotto”. Il Cav promoter del nuovo centrodestra?

Adesso, non come manna dal cielo ma come una scialuppa nel mare in tempesta, Silvio Berlusconi s’aggrappa al “complotto”, un vero e proprio golpe secondo l’ex Cav, per farlo fuori.

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Come noto, le rivelazioni dell’ex ministro del Tesoro americano Geithner hanno fatto scalpore: “Al G20 del 2011 ci chiesero di aderire al complotto contro Berlusconi”, rilanciando il rais di Arcore nella campagna elettorale del 25 maggio, ancora una volta nel suo ruolo preferito, quello del martire.

In tal modo, non solo Forza Italia può frenare la discesa e pensare addirittura a un recupero, fin oltre il 20% dei voti ma l’ex premier si ricandida alla leadership di quel nuovo partito di centrodestra, vagheggiato da molti dopo il voto delle europee.

Insomma, Berlusconi può riprendere quota, magari nel ruolo di burattinaio, cioè quello che tira le fila della ricostruzione di una nuova compagine con dentro anche i fuoriusciti considerati “nemici” come Alfano, Casini e compagnia cantante.

E’ Casini a rilanciare la via del dialogo: “Dopo le europee bisogna parlare e riprendere un filo del dialogo anche nel centrodestra. I toni da campagna elettorale sono comprensibili, li usiamo tutti, sia Berlusconi sia noi. Ma finita la campagna elettorale ci sarà un problema: evitare che l'Italia abbia un bipolarismo che si gioca tra Grillo e Renzi. Per questo è necessario rimettere insieme i cocci, perché a presentarsi in ordine sparso non va bene per nessuno. Noi abbiamo fatto un primo tentativo di unità con gli amici di Ncd, ma è un primo passo, molti altri ne restano da fare. Si tratta di riprendere il filo di tanti anni di incapacità di dialogare".

Un Casini accomodante, quanto meno nel rilegittimare Berlusconi nel ruolo di “padre” nobile del centrodestra, un promoter indispensabile per far ripartire l'armata moderata (?).
Ma, come si sa, la via non è così facile come sembra.

La ricostruzione di un nuovo partito di centrodestra è altro rispetto a chi, come ad esempio l’ex ministro Mario Mauro, punta alla ricostruzione di un partito nuovo dei moderati, autonomo e a vocazione maggioritaria, con Berlusconi fuori.

Il dopo 25 maggio chiarirà molte cose anche su questo versante. A meno che Grillo con la sua ramazza spazzi via tutto e tutti.

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