Elezioni Comunali 2014: Forlì | Risultati 1° turno: Davide Drei sindaco con il 54,27% dei voti

Elezioni amministrative 2014 a Forlì: Davide Drei confermato sindaco con il 54,27% dei voti

Aggiornamento 27 maggio, ore 10:02 A Forlì vittoria al primo turno per il candidato di centrosinistra Davide Drei sostenuto da Partito Democratico, Lista Civica Noi con Drei, Psi-Verdi-Scelta Civica e Sinistra-A sinistra con Drei. Drei ha ottenuto il 54,27% dei voti contro il 20,59 di Anna Rita Balzani, candidata del centrodestra.Sotto di loro Daniele Avolio, candidato del Movimento 5 Stelle, con l'11,52% dei voti e Daniele Mezzacapo, Lega Nord, con il 3,39%.

ore 19:23 Centrosinistra al comando a Forlì dove il candidato Davide Drei guida con il 55,22% dei voti, davanti alla candidata del centrodestra Anna Rita Balzani (20,53%) e a Daniele Avolio (11,22%). Nella città romagnola scrutinate finora 39 delle 107 sezioni totali.

ore 17:50 A Forlì ampio vantaggio per il candidato del centrosinistra Davide Drei che, dopo lo scrutinio di 22 delle 107 sezioni totali, può contare sul 55,38% dei voti. Anna Rita Balzani della coalizione di centrodestra è seconda con il 19,39%, mentre Daniele Avolio del Movimento 5 Stelle è all'11,82%.

Aggiornamento 26 maggio, ore 15:51 A Forlì l'affluenza delle elezioni comunali è stata del 69,35%.

Aggiornamento 5 maggio, ore 15:50 Nelle elezioni comunali 2014 si vota anche per rinnovare la giunta ed eleggere il nuovo sindaco di Forlì, comune italiano di 116.271 abitanti, capoluogo della provincia di Forlì-Cesena in Romagna. Si dovrà scegliere il primo cittadino che andrà a prendere il posto di Roberto Balzani, che nel 2009 sconfisse il candidati del centrodestra Alessandro Rondoni al ballottaggio (55%), ma che sfiorò la vittoria già al primo turno, quando prese il 49,7%.

Ma chi sono i candidati per le elezioni comunali di Forlì? Favoritissimo è ovviamente Davide Drei, candidato di Partito Democratico, A sinistra con Drei e altre due liste civiche: "Serve un’azione strategica e corale sul tema del lavoro. Voglio dare vita ad una cabina di regia per il rilancio dell’economia e per lo sviluppo dell’imprenditoria con una gestione condivisa e mirata delle risorse. Il punto di partenza è la semplificazione burocratica e ha un chiaro obiettivo: far risparmiare tempo a chi lavora e fermare la degenerazione burocratica. L’amministrazione comunale deve facilitare la vita delle imprese e dei cittadini. Per fare questo verrà creato un gruppo di lavoro dedicato alla semplificazione con il coinvolgimento della struttura comunale stessa, per individuare obiettivi da inserire all’interno del Piano di gestione comunale", queste le parole del candidato a Forlì Today.

Tra i tanti rivali (sono ben undici i candidati alle comunali di Forlì), c'è anche la candidata di Forza Italia, Fratelli d'Italia e una lista civica Anna Rita Balzani, che per la sua campagna elettorale si è buttata sul tema fiscale: "Togliere l'Imu per le seconde case in uso a figli e ridurre al minimo l'aliquota sui capannoni. La prima rata della Iuc è alle porte, con la scadenza fissata a poco più di un mese per il 16 giugno, ma ancora non si sono visti bollettini precompilati con gli importi da versare. L'Imposta Unica Comunale, che ingloba tasse e tributi in relazione alla casa e alla produzione di rifiuti, non sarà solo l'ennesimo salasso, ma i forlivesi rischiano anche di doversi calcolare da soli la quota di Imu, Tasi e Tari da versare, magari aggiungendoci anche la parcella di un commercialista. In un momento critico come quello attuale continuare ad applicare l'aliquota massima del 10,6 per mille sui capannoni industriali e sulle seconde case è fuori da ogni logica", dice sempre a Forlì Today.

Tra gli altri candidati di punta, Daniele Avolio del Movimento 5 Stelle, che in una nota su Facebook ha scritto: "La nostra città è stata dunque eletta a capitale degli inceneritori. E questo a dimostrazione dell’inesistente ruolo e dell’assoluta mancanza di autorevolezza politica degli amministratori locali del Pd, che non hanno voce in capitolo nelle strategie concertate a Bologna. Ecco l’ennesima dimostrazione che dopo Balzani, anche Drei non potrà in alcun modo ottener ragione nella sua sbandierata politica anti-inceneritori, non è ascoltato e non troverà alleati. Toccherà dunque a noi del Movimento 5 Stelle, da sempre contrari agli inceneritori, porre fine a questo poco gratificante primato, lanciando la sfida al centrosinistra e ponendo le basi della proposta programmatica con la chiusura degli inceneritori, con beneficio dell’ambiente, ed il varo di un vero e proprio distretto del riciclo che crei anche posti di lavoro. Difenderemo la salute dei nostri concittadini non a parole, ma con i fatti”.

Corrono poi per la poltrona di sindaco Luigi Ascanio (CambiaForlì!), Nicola Candido (Sinistra per Forlì), Daniele Mezzacapo (Lega Nord), Paola Donaldi (Movimento Idea Sociale), Andrea Pasini (Amare Forlì), Pino Giorgio Perini (Insieme da Sinistra), Raffaele Pirini (Destinazione Forlì), Giacomo Turci (Partito Comunista dei Lavoratori).

Come si vota per le elezioni comunali di Forlì? Nei comuni con più di 15mila abitanti si vota con una sola scheda, sulla quale si trovano riportati i nomi dei candidati sindaci e, affianco, le varie liste che appoggiano il candidato. Si può esprimere il voto in tre modi diversi: segnando una “x” solo sul simbolo della lista (e in questo modo la preferenza va alla lista e al candidato sindaco che questa appoggia); è possibile fare il voto disgiunto, tracciando un segno sul simbolo di una lista e tracciando allo stesso tempo un segno sul nome di un candidato non appoggiato dalla lista votata; tracciando un segno sul nome del sindaco (senza quindi scegliere nessun partito), in questo modo si vota solo per il candidato sindaco e non per le liste che lo appoggiano. È possibile indicare una preferenza per il consigliere comunale, scrivendone nome e cognome nella riga di fianco al simbolo della lista che lo appoggia.

Nei comuni con più di 15mila abitanti viene eletto sindaco al primo turno il candidato che conquista almeno il 50% più uno dei voti validi. Se nessun candidato ottiene questo risultato, si torna al voto due domeniche dopo per votare tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Viene eletto il candidato che prende più voti.

Il consiglio comunale viene stabilito seguendo queste regole: se le liste collegate al candidato eletto nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi. I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute.

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