Elezioni Europee 2014 | Le Pen replica a Farage: "E' disonesto e razzista"

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Elezioni Europee 2014. E' lite tra gli euroscettici, e non poteva essere altrimenti quando si parla di partiti che hanno nel loro dna uno spinto nazionalismo. Ma veniamo ai fatti. Marine Le Pen ha replicato duramente al leader dell'Ukip, Nigel Farage, dopo le accuse al Front National di essere un partito razzista.

Come riportato dal Fincial Times, Le Pen ha rinviato al mittente le insinuazioni del suo collega inglese: "Cameron ha detto che l'Ukip è solamente una massa di gente ubriaca e razzista. Anche Farage lo é, ed è disonesto".

Così la figlia di Jean Marie, dopo che l'indipendentista britannico ha ripetutamente rifiutato di entrare in Alleanza Europea per la Libertà (Efa), ha scelto di passare all'attacco. L'accusa di razzismo, poi, arriva proprio al momento giusto, visto che l'Ukip è sotto il fuoco della stampa inglese per la sua campagna elettorale giudicata xenofoba.

Tuttavia Le Pen, da abile stratega quale è, non ha mancato di rilanciare l'idea che un'alleanza "franco-britannica", antieuropeista ed antieuro, sarebbe più che giustificata: "Ho avuto buoni contatti con Farage, e abbiamo incontrato i membri dell'Ukip a Londra. Ci sono dei loro esponenti che proprio non capiscono le aggressioni nei nostri confronti".

Sì è innegabile, le somiglianze tra il manifesto per le europee di Eaf e il programma di Farage, che aderirà ad Europa delle Libertà e delle Democrazia (Efd), sono molte, e quindi i contatti a Bruxelles sono stati e saranno obbligati. C'è un problema, però, che rimane insormontabile per i nazionalisti inglesi.

Le Pen è vista dagli elettori britannici come l'erede del neofascismo continentale ed è considerata come eccessivamente legata agli interessi della Francia (storico avversario del Regno Unito). Dunque, per Farage sarebbe veramente difficile promuovere un patto con Eaf (che comprende il Front National francese, il PVV olandese, la FPÖ austriaca, la Lega Nord, la VB belga, i Democratici Svedesi ed il Partito Nazionale slovacco).

In ogni caso, la politica francese, pur dovendo rinunciare ad un progetto in grande, sembra potersi permettere una certa tranquillità. Secondo i sondaggi, infatti, Eaf ce la farebbe (di poco) a costruire un gruppo autonomo al parlamento, anche senza i voti dell'Ukip.

A proposito di sondaggi, Pollwatch continua a dare in testa, nei rispettivi paesi, sia il Front (con il 23% dei consensi) sia l'Ukip (con il 30,7%). Ciò ci porta a riflettere sostanzialmente su due cose. La prima, ovvia, è che il risentimento contro la "tecnostruttura Ue", la moneta unica e le politiche di austerity sono dilaganti. E non poteva verificarsi il contrario in Inghilterra e in Francia, entrambe nazioni storicamente poco inclini a fare concessioni sulla sovranità nazionale, figuriamoci poi in un periodo di crisi economica.

Il secondo aspetto da tenere in considerazione è altrettanto importante. Le varie forze euroscettiche usano le stesse parole d'ordine contro gli avversari, ma appaiono molto divise fra loro. Dunque, pensare che il Movimento 5 stelle, l'Ukip, il Front e formazioni veterofasciste possano collaborare e portare avanti istanze comuni appare molto difficile. Ciò, inevitabilmente, rende tutti questi soggetti politici molto deboli.

Se è vero che il Parlamento (a differenza del Consiglio e della Commissione) decide poco, non è un bene comunque arrivarci divisi. I partiti anti-Ue, senza una solida collaborazione, come potranno opporsi all' "Europa della banche e dei massoni"? Il rischio è che queste formazioni rimangano vittime dei loro slogan, mentre Popolari e Socialisti, con l'avallo della Banca Centrale e del Fondo Monetario, si spartiranno le poltrone che contano.

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