Rivelazioni di Geithner, Berlusconi: "Subito commissione d'inchiesta"

Le parole dell’ex Premier non sono ovviamente passate inosservate e hanno spinto il Quirinale a rilasciare una nota e mettere un punto sulla questione.

Aggiornamento 15 maggio 2014, ore 11.00 - Intervistato questa mattina su La7 dalla trasmissione Coffee Break, Silvio Berlusconi è tornato sul presunto "complotto internazionale" ai suoi danni, evocando nuovamente lo spettro di un clamoroso intrigo internazionale volto a spodestare illecitamente l'ex-Cavaliere dal potere.

"Le mie dimissioni sono state responsabili ma non libere. Ci sono state molte pressioni, ci sono dei fatti enormi che necessitano una commissione d’inchiesta, Napolitano non ha sbugiardato me. Ho chiesto solo cosa fosse successo in occasione del G20, non ho detto cose sui fatti italiani. Non è vero che Napolitano ha fatto qualcosa contro mie affermazioni."

ha detto Berlusconi replicando al titolo de l'Unità di oggi ed anche alla nota diffusa ieri pomeriggio dal Quirinale, nella quale il Presidente della Repubblica in persona si è inserito a pieno titolo nella polemica parlando di "libere dimissioni" dell'allora presidente del Consiglio.

Rivelazioni di Geithner, il Quirinale: “Le dimissioni di Berlusconi furono libere”

Le recenti rivelazioni dell’ex ministro del Tesoro americano Timothy Geithner, secondo le quali nell’autunno 2011 fu avvicinato da alcuni funzionari europei che gli proposero un piano per far cadere l’allora premier italiano Silvio Berlusconi, hanno fatto scalpore e lo stesso ex Cavaliere, nelle ultime ore, ha colto la palla al balzo gridando al complotto:

Non sono sorpreso. Ho sempre dichiarato che nel 2011 nei confronti del mio governo, ma anche nei confronti del mio Paese, c'è stato tutto un movimento che era partito dal nostro interno ma poi si è esteso anche all'esterno per tentare di sostituire il mio governo, eletto dai cittadini, con un altro governo. […] Già nel giugno del 2011, quando ancora non era scoppiato l'imbroglio degli spread, il Presidente della Repubblica Napolitano riceveva Monti e Passera, come è stato scritto, per scegliere i tecnici di un nuovo governo tecnico e addirittura per stilare il documento programmatico. E poi abbiamo saputo anche che ci sono state quattro successive tappe di scrittura, con l'ultima addirittura di 196 pagine.

Le parole dell’ex Premier non sono ovviamente passate inosservate e hanno spinto il Quirinale a rilasciare una nota per mettere un punto sulla questione:

Le dimissioni liberamente e responsabilmente rassegnate il 12 novembre 2011 dal Presidente Berlusconi, e già preannunciate l'8 novembre, non vennero motivate se non in riferimento, in entrambe le circostanze, a eventi politico-parlamentari italiani.

Non solo. Proprio in relazione al presunto complotto che tanto ha ringalluzzito Berlusconi in queste ore, la nota precisa che

pressioni e coartazioni subite dal Presidente del Consiglio nei momenti e nei luoghi di recente evocati fu mai portato a conoscenza del Capo dello Stato.

World Leaders Gather In Cannes For The G20 Summit

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