Berlusconi “martire” si riprende la scena. E il patto del Nazareno con Renzi?

Vuoi o non vuoi, grazie alla bombetta del “caso Geithner”, Silvio Berlusconi è riuscito a togliere i titoli d’apertura a Matteo Renzi e a Beppe Grillo, tornando sotto i riflettori quale protagonista negli ultimi dieci giorni di campagna elettorale.

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Poco contano le precisazioni di Napolitano: “Da Berlusconi dimissioni libere”. L’ex premier batte su un solo tasto: “ Lo sapevo, fu un golpe internazionale contro di me. Siamo disgustati, ma anche furiosi ed esasperati”, con i media amici e i supporter di varie contrade che insistono sull’evidenza palmare del complotto della Ue per far cadere l’ex Cav, gridando per “identificare tutti i complici”.

Siamo alla classica commedia all’italiana, o meglio, al teatrino dei pupi rivisto e corretto in chiave elettorale con protagonisti tutt’altro che leader o statisti, semplicemente clownducetti.

Al di là delle rivelazioni più o meno fantasiose, il dato politico è uno solo e riguarda il fallimento del Berlusconi premier e del suo (dei suoi) governi responsabili dello stato comatoso in cui portarono l’Italia. Come l’Europa – e non solo - non poteva essere preoccupata delle sorti di un Paese quale l’Italia, sull’orlo della bancarotta, a un passo dal precipizio? E’ evidente che, al di là della fantasia su presunti colpi di stato, a livello internazionale c’erano pressioni politiche ed economiche per dare una svolta al governo dell’Italia.

Adesso, tirare in ballo e addirittura accusare il capo dello Stato, è la dimostrazione che il lupo – pur sdentato e claudicante - cambia il pelo ma non il vizio. Il Capo dello Stato ha dato atto in più circostanze all’allora presidente Berlusconi della correttezza e della disponibilità istituzionale con cui all’epoca ha voluto concorrere alla nascita e al sostegno del governo Monti.

Allora? Tutto il resto sono chiacchiere da campagna elettorale che non fanno onore alla verità e tolgono anche l’ultimo dubbio su che pasta è fatto il “Ghe pensi mi”.

Scrive Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “Berlusconi per mesi rilasciò interviste dichiarando che le sue dimissioni erano state spontanee e convinte, date per senso di responsabilità nella convinzione che all'Italia servisse, in quel momento di emergenza economica, un governo tecnico di larga solidarietà. E infatti il partito di Berlusconi votò compatto la fiducia a Monti e lo sostenne in Parlamento per un anno. Bizzarro questo golpe in cui la vittima nemmeno se ne accorge e sostiene il golpista. In realtà quello che allora accadde è ciò che tutti sapevano, bastava leggere i giornali. C'era una pressione dell'Europa, nelle sue varie articolazioni, perché l'Italia cambiasse rotta, onde evitare d'essere commissariata come è capitato alla Grecia. Nessun mistero. Il resto è campagna elettorale. E non della migliore qualità”. Appunto.

E con uno così il premier Matteo Renzi ha siglato il patto del Nazareno per riformare l’Italia, a cominciare dalla nuova legge elettorale, il Porcellum-bis! E con uno così, c’è chi vorrebbe ricostruire il nuovo centrodestra. Poi ci si lamenta della fuga dalle urne e del sicuro exploit elettorale di Grillo!

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