Libero mercato: la Outokumpu spezza e rivende le acciaierie di Terni

Nelle ultime settimane si è parlato e scritto molto di acciaierie, soprattutto per quanto riguarda i destini dell'Ilva di Taranto. Ma nelle prossime l'argomento diventerà incandescente come l'acciaio delle colate, dato che il Governo Monti si troverà a dover gestire un altro caso in cui la politica industriale, le multinazionali e il libero mercato tanto invocato vanno ad incidere sul futuro di migliaia di persone.

A Terni infatti la multinazionale finlandese Outokumpu, dopo aver comperato le storiche acciaierie Ast, ha annunciato che ne smonterà alcuni pezzi per portarseli in Svezia o in altri paesi in cui l'azienda dispone di siti produttivi e venderà il resto. Tutto questo naturalmente per colpa dell'Europa, dato che ci sarebbero problemi con l'antitrust se Outokumpu mantenesse una quota dominante nella produzione di acciaio.

Mentre i lavoratori delle acciaierie di Terni si sono riuniti in assemblea, annunciando il blocco degli impianti finché non verrà chiarito il futuro dello storico compendio produttivo, questa vicenda riporta a galla questioni politiche, oltre che economiche: le multinazionali posso fare ciò che vogliono, come ad esempio arrivare, comperare e poi smembrare un sito facendone uno spezzatino da rivendere e trasferire all'estero (ottenendo così anche il probabile l'indebolimento di un sito concorrente)? Nella fase attuale, in cui tutto è deciso dai mercati, dai banchieri e dallo spread, pare di sì.

La parte difficile sarà far digerire questo basilari regole del liberismo agli operai delle acciaierie. Il professor Monti ci riuscirà senz'altro...

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