Elezioni Europee 2014, Estonia: vince il Partito Riformista, ma la maggioranza vota "altro"

Il più nordico dei Paesi Baltici fa parte dell'Unione dal 2004 e dopo i fatti dell'Ucraina guarda con sospetto a est: vittoria dei liberali con il 18%

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Aggiornamento 26 maggio ore 11.17 - Con un affluenza piuttosto bassa, solo il 36.44%, l'Estonia si mostra essere un paese a trazione liberale: Alde è infatti il partito europeo più forte, con 3 seggi conquistati.

Il Partito Riformista estone raggiunge il 18% secco. Il risultato tuttavia più interessante è quello degli "altri", i partiti meno allineati che compongono una vera e propria galassia ideologica, che ottengono in totale il 20%: di fatto la pluralità di pensiero è il primo partito in Estonia.

Estonia: vince il Partito Riformista col 24,3%

00.45: la stampa locale festeggia la vittoria Partito Riformista, riuscito a conquistare due seggi all’Europarlamento col 24,3% delle preferenze (79.865 voti). Il Partito di Centro si ferma al secondo posto col 22,3%, seguito da Unione Pro Patria e Res Publica col 13,9% delle preferenze.

Un posto al Parlamento Europeo anche per il Partito Socialdemocratico, fondato nel 2004 da Sven Mikser, quarto col 13,6% dei voti. Il candidato indipendente Indrek Tarand riuscirà comunque a confermare il suo posto all’EU con 43.390 voti (13,2% del totale).

23.46: i risultati definitivi arriveranno a breve, ma saranno poche le sorprese. Secondo i risultati preliminari a vincere è il Partito Riformista , dato per favorito nelle ultime settimane, con il 35,4% dei voti. Il Partito di Centro, fondato nel 1991, sarebbe secondo col 32,6% dei voti totali, seguito da Unione Pro Patria e Res Publica col 20,3% delle preferenze.

Il Partito Socialdemocratico, fondato nel 2004 da Sven Mikser, secondo le previsioni ha ottenuto il 19,8% dei voti, mentre il candidato indipendente Indrek Tarand si ferma al 19,2%, un vero crollo rispetto alle elezioni precedenti, quando si era portato a casa un buon 25,8%.

25 maggio, 15.40: alle 12 di oggi, in Estonia, si è presentato a votare il 25,3% degli elettori, un dato molto importante se consideriamo che cinque anni fa, nel 2009, alla stessa ora aveva votato il 22,7% degli aventi diritto. I seggi chiuderanno alle 20 di oggi.

L'Estonia elegge sei europarlamentari

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No, Berlusconi alla fine non si è candidato in Estonia, il Paese baltico eleggerà sei eurodeputati solo tra i suoi cittadini.

Meno di un milione e mezzo di abitanti su una superficie grande circa due volte la Lombardia, l'Estonia è la più nordica delle repubbliche baltiche ed è entrata nell'Unione Europea nel 2004.

Alle scorse Europee tre dei sei seggi disponibili sono stati conquistati dai centristi affiliati all'ALDE, mentre PSE, PPE e Verdi si sono spartiti equamente gli altri tre euroscranni.

Il sistema elettorale in vigore è quello proporzionale con metodo d'Hondt e non prevede soglie di sbarramento.

I partiti più accreditati a vincere in questa tornata elettorale sono il Reform Party, che negli ultimi sondaggi è dato al 29% e i Socialdemocratici, accreditati del 27%. A pochissima distanza gli ultimi poll danno il partito centrista KESK con il 24%.

Le relazioni diplomatiche con il vicino russo sono burrascose a causa del rifiuto di Mosca di procedere alla ratifica del trattato bilaterale sui confini, dopo lo scioglimento dell'Unione Sovietica. In questi mesi di fortissime tensioni nell'Europa dell'est per la crisi ucraina, la presenza del vicino orientale guidato da Putin è particolarmente ingombrante per il piccolo stato baltico.

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