Elezioni Europee 2014 | Germania: I Neonazisti di Npd andranno a Bruxelles?


Elezioni Europee 2014

. In Germania è allarme estrema destra. Il partito Nazionaldemocratico Tedesco (Npd) potrebbe ottenere, per la prima volta nella sua storia, un seggio al parlamento di Bruxelles. Non tanto perché stia incrementato i consensi tra l'elettorato (secondo i sondaggi è all'1,3%) , ma per effetto della legge elettorale.

La decisione della Bundesverfassungsgericht (la Corte Costituzionale tedesca) di rimuovere la soglia di sbarramento al 3% per le consultazioni europee, perché in contrasto con il principio generale di uguaglianza, ha dunque il suo primo pericoloso effetto. Il proporzionale "purissimo", infatti, potrebbe regalare un deputato ai nipotini di Hitler.

Npd è stato fondato nel 1964 ed ha raccolto l'eredità della Deutsche Reichspartei. Quest'ultima fu una formazione che si ispirava apertamente al nazionalsocialismo e si dissolse nel 1952.

Razzismo, nazionalismo e protezionismo economico sono le idee guida dei nazionaldemocratici. Nelle elezioni nazionali non hanno mai avuto risultati esaltanti, il massimo ottenuto è stato il 4,3% (senza superare la soglia di sbarramento) nel '69. Ora hanno un'occasione d'oro per finire sotto i riflettori. Udo Voigt, il leader del partito, potrebbe trovare un nuovo palcoscenico per le sue provocazioni. Non più quello di talk show televisivi di terz'ordine, ma quello del Parlamento europeo.

A tale proposito, come riportato da EurActiv, Voigt ha recentemente dichiarato: "Sono emerse nuove chance per noi, lo sbarramento antidemocratico del 3% è stato rimosso in Germania. Ora ogni voto che andrà a noi sarà effettivamente conteggiato per la Npd".

I nazionaldemocratici hanno impostato una campagna elettorale dai toni fortemente xenofobi, tipici della peggiore propaganda neonazista. In uno dei loro manifesti si vede un'immagine che raffigura, su dei tappeti volanti, degli arabi con il naso adunco (riecheggiando così le campagne antisemite del Terzo Reich). L'immagine è corredata dalla scritta: "Buon Ritorno a Casa". In un altro manifesto campeggia provocatoriamente lo slogan "Difendiamoci!", lo stesso che veniva usato negli anni '30 per il boicottaggio dei commercianti ebrei.

Ricordiamo, inoltre, che Npd non è il solo partito che si sta avvalendo di una propaganda razzista in questa campagna elettroale. Basti pensare ai manifesti dell'Ukip inglese (primo nei sondaggi), di cui vi abbiamo già parlato.
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Tornando alla Germania, molti opinionisti e politici si stanno mostrando molto scettici riguardo alla decisione della Corte Costituzionale. A loro parere, sarebbe colpevole di portare a Bruxelles esponenti di forze estremiste. La preoccupazione diffusa è ovviamente comprensibile, d'altro canto, però, ci pare che il dibattito politico debba andare oltre gli allarmismi e le accuse alla Bundesverfassungsgericht.

In Germania, il passato nazista è al centro di profondi dibattiti storici e i tedeschi (a differenza degli italiani) sentono molto il peso della responsabilità per quanto è avvenuto. Non sorprende, dunque, che il caso Npd desti clamore. Tuttavia, non si dovrebbe tanto temere la presenza di un neonazista a Bruxelles, quanto piuttosto riflettere su come scongiurare derive razziste e fasciste a livello europeo.

L'emergere di nuovi identitarismi è senz'altro la conseguenza di una Unione Europea nata male, o mai nata. Gli egoismi nazionali si stanno accentuando e a favorirli sono state proprio le politiche di austerity imposte dalla Troika. Inoltre, i cittadini sentono distante l'Europa, la percepiscono solo come una tecnostruttura pronta a vessarli a livello fiscale.

Allora, per battere il neofascismo xenofobo, non appare tanto importante apportare correttivi ad un sistema elettorale. Piuttosto sarebbe opportuno ricostruire l'Europa su nuovi principi democratici e, dunque, su un ripensamento profondo dei processi decisionali. Ciò finirebbe per responsabilizzare l'elettorato, che si sentirebbe finalmente parte dell'Unione e non più in contrasto con essa.

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