Elezioni amministrative 2014: la doppia preferenza di genere

Nei comuni sopra e sotto i 15mila abitanti vale la stessa norma, tranne che per il voto disgiunto. Una sola preferenza per i comuni sotto i 5mila abitanti.

Le Eleziono comunali 2014 propongono una novità, in tema di preferenze.

Ricordando che non è possibile il voto disgiunto nei comuni inferiori ai 15.000 abitanti (ovvero: le preferenze vanno attribuite esclusivamente a candidati della lista che si sta votando) e che, invece, è possibile il voto disgiunto nei comuni superiori ai 15.000 abitanti, l'elettore ha la possibilità di attribuire una o due preferenze ad altrettanti candidati.

Nel caso in cui l'elettore decida di esporre sulla lista due preferenze, scrivendo il cognome dei candidati prescelti, la legge prevede che

«queste devono riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza»

in linea con la tripla preferenza di genere prevista per la consultazione europea (una normativa transitoria che a regime sarà più "stringente").

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La doppia preferenza di genere, a dire il vero, era già stata proposta e applicata per le comunali del 2013, ma solo per i cittadini dei comuni al di sopra di 5mila abitanti (come stabilito dalla legge 23 novembre 2012, n. 215).

Quest'anno, invece, la cosa vale per tutti i comuni, eccezion fatta per quelli sotto ai 5mila abitanti, nei quali gli elettori hanno la possibilità di esprimere una sola preferenza.

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