Europee: Renzi, Grillo, Berlusconi pensano solo alle ricadute “nostrane”

Ascoltando i leader politici italiani non si direbbe che il 25 maggio si vota per il rinnovo del parlamento europeo. A cominciare dal premier-segretario Pd Matteo Renzi e, con toni e argomenti ancor più forti e chiari, proseguendo con Beppe Grillo e Silvio Berlusconi, tutti pongono l’accento sulle ripercussioni che le urne di domenica prossima avranno sul quadro politico nazionale.

European flags fly in front of the Europ

Questa impostazione non aiuta a comprendere la natura del voto del 25 maggio, appunto non un sondaggio politico sulla politica nostrana, né un referendum sull’attuale governo, bensì un voto per il parlamento di Strasburgo da cui usciranno non “leggi” ma provvedimenti e iniziative importanti e decisive per la vita degli europei, italiani compresi.

La compagna elettorale che ripropone un bipolarismo muscolare – stavolta quello fra Renzi e Grillo, con Berlusconi convitato di pietra – disorienta gli elettori alimentando ancor di più il clima di sfiducia e disimpegno degli italiani.

Poco o niente si discute sulle grandi questioni dell’attualità, decisive per il futuro della democrazia e dell’economia continentale e mondiale: il lavoro, l’impresa, l’immigrazione, i giovani, il welfare, l’educazione, i modelli di sviluppo, la sussidiarietà.

Sono questi i grandi nodi su cui saranno chiamati a intervenire e a decidere le istituzioni europee – non più solo i parlamenti nazionali – elette, appunto, democraticamente con il voto dei cittadini.

Chi fra i leader dei partiti italiani, ha invitato e invita a riflettere i cittadini per non sottrarsi all’impegno politico, in primis quello di andare alle urne e votare? L'Europa è diventata come un tiro al piccione. Sparando a pallettoni sull'Europa siamo diventati uno dei Paesi più euroscettici. Se non si darà corso all'integrazione politica dell'Europa con una politica estera e di difesa comune, con maggiori poteri alla Bce, non si andrà da nessuna parte.

Aveva ragione De Gasperi quando, con spirito premonitore, metteva in allarme dicendo che la prospettiva era quella di superare la mera unione economica e monetaria.

A questo punto, se l’alternativa è quella di scegliere da che parte stare nella tenaglia fra la “sinistra” renziana e lo sfascismo grillino o se tornare fra le braccia del populismo berlusconiano, per gli italiani la scelta sarà quella di starsene a casa.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO