Elezioni Europee 2014: il rush finale di Matteo Renzi e il terrore del Movimento 5 Stelle

Il premier gira l'Italia in tre giorni (Bari, Milano, Bergamo, Roma, Firenze, Livorno) e occupa le tv. Nella speranza di scongiurare una sconfitta.

Ultimi giorni di campagna elettorale per le elezioni europee 2014 e clima che si fa sempre più surriscaldato. O almeno per quelli che sono i due principali competitor di questa tornata, Beppe Grillo e Matteo Renzi, visto che il terzo incomodo Silvio Berlusconi (e con lui Forza Italia) sembra essere scomparso dai radar mediatici nonostante l'occupazione tv messa in piedi dall'ex Cavaliere. E per uno come lui questo dev'essere davvero un brutto colpo, soprattutto visto che la missione di tenere il partito oltre il 20% per impedire lo sgretolarsi di Fi sembra una missione sempre più difficile da portare a compimento.

Ma, appunto, i protagonisti assoluti di questa campagna elettorale sono altri due, il premier e segretario del Pd e il leader del M5S, che sta accarezzando sempre più da vicino quello che fino a poco fa sembrava essere solo una provocazione: la vittoria del Movimento 5 Stelle alle europee. Uno scenario da incubo per Matteo Renzi, che a quel punto vedrebbe il suo governo pesantemente indebolito (non perché cambino i rapporti di forza in Parlamento, ma perché verrebbe meno il nascente "mito" renziano) mentre il pressing pentastellato si farebbe insostenibile.

Ragion per cui Matteo Renzi - visti anche i sempre più allarmanti sondaggi clandestini sulle europee - non ha altra scelta che spendersi in prima persona a più non posso in questa campagna elettorale, per provare a recuperare con la sua persona il grande vantaggio sul M5S che sembra essersi improvvisamente polverizzato. Una strategia che passa dalla occupazione di piazze e tv, ma anche da alcune dichiarazioni che provano a rigirare la frittata: "Il M5s l'altra volta ha vinto rispetto al Pd. Adesso il risultato va rovesciato, noi stiamo cercando di superare Grillo. Si parte da un risultato in cui è in vantaggio Grillo, che dovrebbe cercare di rimanere al primo posto". Il tutto spiegando anche, ma per la prima volta, come il voto delle Europee non vada considerato politico (forse avrebbe dovuto dirlo fin dall'inizio).

La "buona notizia" per il Pd è che il terrore di una vittoria del Movimento 5 Stelle ha fatto ritornare il partito in piazza, sul territorio, in particolare al sud. Ieri Renzi era a Napoli, oggi sarà "contemporaneamente" a Bari (dove si vota per le elezioni comunali), Milano e Bergamo. Praticamente ubiquo, per riuscire a fare avanti e indietro per l'Italia in una sola giornata. E poi giovedì è la volta del grande comizio a Roma, in piazza del Popolo, prima dell'ultimissimo giorno di campagna elettorale, che parte da Livorno e finisce in piazza della Signoria a Firenze, con la possibilità che spunti una tappa dell'ultimo minuto a Palermo.

E in tutto questo, non si dimenticano certo le televisioni. Questa sera Matteo Renzi sarà a Bersaglio Mobile da Enrico Mentana, su La7, domani sera sarà ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, giovedì sarà il suo turno a Porta a Porta da Bruno Vespa. Insomma, il premier si sta spendendo completamente, a più non posso, per queste europee. E proprio per questa ragione una possibile sconfitta sarebbe ancor più una sua sconfitta personale.
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