Elezioni Europee 2014: Rumor Lagarde alla Commissione. Sarà "truffa" per i cittadini?

Merkel Meets With World Finance, Economic And Labor Leaders
Elezioni Europee 2014. Secondo quanto riportato dal sito specializzato in affari europei, EurActiv, va sempre più prendendo quota l'ipotesi della nomina di Christine Lagarde a presidente della Commissione.

Il nome della direttrice del Fondo Monetario Internazionale, secondo un importante diplomatico rimasto anonimo, sarebbe quello migliore per non rompere gli equilibri all'interno della Ue. In questo modo, il parere dei cittadini passerebbe del tutto in secondo piano, ma almeno Francia ed Inghilterra sarebbero accontentate. Ed Angela Merkel avrebbe un'alleata di ferro in Commissione.

Ricordiamo, riguardo alla nomina del presidente di Commissione, che il Trattato di Lisbona dispone che si tenga conto dell'indicazione elettorale. Tuttavia, l'indicazione non è cogente (in base all'art.17). A dire l'ultima parola sarà comunque il Consiglio Europeo, che comprende i capi di Stato e di governo dell'Unione. Il Consiglio, poi, ha l'obbligo di sottoporre la propria decisione al Parlamento. Ma la ratifica appare scontata.

Dunque, se ci sarà un pareggio (o un quasi pareggio) tra Ppe e Pse, il Consiglio si sentirà maggiormente autorizzato ad agire autonomamente. Con una vittoria di misura, l'ipotesi Lagarde presidente (di cui vi avevamo informati per tempo) potrebbe essere decisamente la "migliore". Sarebbe, da un lato, in continuità con le politiche della passata legislatura e, dall'altro, si porrebbe come una garanzia per alcuni "interessi nazionali".

Così, dopo tante chiacchiere spese sulla svolta democratica della Ue, che dà agli elettori la possibilità di scegliersi un presidente, si rimarrebbe bloccati all'elezione "a porte chiuse". Ciò segnerebbe, inevitabilmente, un ulteriore danno di immagine per le istituzioni europee. E, inoltre, si finirebbe per dare ragione agli euroscettici di Marine Le Pen, che ha scelto di non presentarsi come presidente perché "sarebbe tutta una farsa".

Ci toccherà attendere il prossimo 27 maggio per vedere cosa accadrà. In quell'occasione si riunirà il Consiglio e scommettiamo che il presidente, Van Rompuy, farà di tutto per imporre un nome "terzo". Sempre che i popolari non vincano con una vittoria netta.

In quel caso, infatti, Jean-Claude Juncker (candidato alla presidenza della Commissione) non incontrerebbe molti ostacoli per una sua nomina. Il problema sarebbe, invece, una vittoria risicata di Martin Schulz. Il socialdemocratico non gode dell'appoggio di molti (nemmeno dei laburisiti inglesi). Tra i suoi detrattori c'è anche il socialista Francois Hollande. E non avere l' appoggio dal premier francese non potrà non incidere al momento della nomina.

Insomma, alla faccia di tanti buoni propositi di rinnovamento, a capo della Commissione potremmo ritrovarci la direttrice dell'Fmi. L'ente che, insieme alla Ue e alla Bce, ha imposto le sue ricette di auterity ai paesi del sud Europa.

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