M5S, Grillo e Casaleggio lanciano i "processi popolari in Rete" contro politici, giornalisti e impenditori

I fondatori del MoVimento 5 Stelle hanno pubblicato un post sul blog in cui presentano la loro idea dei processi popolari sul web.

Questa mattina sul blog di Beppe Grillo è apparso un post dal titolo "Processi popolari in Rete" firmato proprio dal comico genovese e dal co-fondatore del MoVimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio.

Nel post Grillo spiega che quando è andato da Bruno Vespa a Porta a Porta non gli hanno fatto portare con sé un plastico che rappresenta un castello con tante celle e in ognuna di essa c'è un politico, un giornalista o un imprenditore che sono ritenuti responsabili di tutti i guai dell'Italia. Queste tre categorie di "distruttori", secondo Grillo e Casaleggio, devono pagarla e se il M5S andrà al governo dopo le elezioni europee (perché il loro piano è quello di ricevere più voti di tutti e mettere in crisi il governo Renzi) saranno lanciati dei veri e propri processi popolari in Rete.

Invece del plastico sarà costruito un castello virtuale e all'interno di ogni cella sarà inserito uno degli accusati. Per Berlusconi, si legge nel post, sarà riprodotta la cella di Al Capone ad Alcatraz.
Saranno create delle liste (forse delle liste di proscrizione come nell'antica Roma?) e si svolgeranno online dei veri e propri processi con tanto di prove, testimoni e ovviamente l'accusa. In particolare i capi di accusa saranno esposti da un cittadino diverso per ogni persona processata. I giudici saranno gli iscritti certificati al M5S che voteranno online. Non c'è alcun accenno alla difesa, eppure nei processi veri è un diritto anche dei peggiori criminali.

Nel post viene specificato che il tribunale popolare non si può sostituire alla giustizia nell'erogazione delle pene, ma può "informare i cittadini sui furti e le malversazioni di un Sistema che ha portato allo sfascio l'Italia".
Per quanto riguarda la durata del processo, sarà di almeno un anno, mentre l'elenco dei "processati" saranno rese pubbliche "quanto prima", mentre l'ordine in cui procedere ai processi degli inquilini del castello virtuale lo deciderà la Rete.

La categoria da cui Grillo e Casaleggio hanno deciso di partire è quella dei giornalisti "che hanno occultato la verità agli italiani nell'ultimo ventennio. I pennivendoli di Regime".

A conclusione dell'articolo c'è un post scriptum evidentemente scritto da Casaleggio in cui si legge:

"Ps: Né il sottoscritto, né Beppe Grillo si candidano come ministri come riportato nei titoli di alcuni giornali di oggi. Le persone iscritte al M5S decideranno la squadra di governo attraverso la Rete quando e se verrà dato l'incarico di formare un governo al M5S"

A questo messaggio di Grillo e Casaleggio, cui aveva accennato anche Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento ad Agorà, ha risposto il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, che ha così commentato sul suo profilo Facebook:

"Neanche Stalin, nelle sue tragiche purghe, ipotizzava tanto e faceva celebrare dei comici processi nei quali il difensore si rimetteva alla clemenza della corte. Le pene non sono state ancora comunicate. Forse pensa a manganello e olio di ricino"

Beppe Grillo

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