Elezioni Europee 2014: il piano di Renzi per cambiare la Ue

Rivedere i trattati, occupazione giovanile, meno rigore. Ecco come il governo vuole improntare il semestre di presidenza italiano.

Prima di tutto bisogna vedere se in seguito alle elezioni europee 2014 ci sarà ancora un governo Renzi a prendere il timone della presidenza italiana del semestre Ue, visto che i sondaggi clandestini continuano a parlare di un possibile sorpasso del Movimento 5 Stelle che, nonostante le smentite di rito, difficilmente potrebbe non avere ripercussioni sul governo in carica. Il semestre di presidenza italiano, però, comincia a luglio. E quindi, se anche Renzi dovesse non farcela, sarà un altro ed ennesimo governo di transizione a prendere in mano le redini del paese in attesa che si torni al voto.

Ma insomma, ovviamente Matteo Renzi confida nel fatto che il suo partito vinca queste elezioni e che quindi il suo governo regga senza troppi problemi, per poi fiondarsi nel semestre europeo con la speranza, anche lì, di "cambiare verso" all'Europa. Ma come? Il piano passa per diversi punti che, magari, se fossero stati affrontati anche in campagna elettorale, invece di parlare solo del nulla italiano, avrebbero potuto essere anche convincenti. Di che si tratta, quindi? Innanzitutto di provare a spingere per un rilancio della crescita, che passi anche dallo stop del rigore ferreo com'è stato interpretato in questi ultimi anni.

Per fare questo, vanno riscritti i trattati: rimane certamente la disciplina sui conti pubblici, ma unita a un nuovo approccio che abbia come primo obiettivo la crescita. Direzione che ovviamente si potrà intraprendere tanto più il Pse avrà conquistato la maggioranza nel Parlamento Europeo e il Pd avrà ottenuto un buon risultato che rafforzi l'immagine del premier. Rivedere i trattati quindi, quello che fino a poco fa sembrava impossibile, ma sul quale adesso si sta aprendo uno spiraglio grazie anche al possibile appoggio della Germania. Si pensa addirittura a una nuova costituente europea. Difficile che si riesca a portare a termine tutto questo, ma quello che si può fare è approfittare del semestre europeo per spingere il più possibile l'acceleratore sul tema.

Si punta poi a conquistare maggiori margini di manovra sui conti a patto che si facciano le riforme. Un vincolo del 3% meno stringente, così come minor rigore nel chiedere l'abbassamento del debito pubblico in epoca di crisi economica. Ancora, e questo è un pallino di Renzi, non andrebbero considerati deficit gli investimenti per la crescita, per la ricerca o per l'educazione. Fino ad arrivare alla possibilità di avere ammortizzatori sociali europei (ma qui è facile immaginare la contrarietà dei paesi - e ci sono - in cui la disoccupazione è bassa).

A proposito di lavoro, si cercherà di puntare sulla "garanzia per i giovani", quel fondo che dovrebbe permettere ai giovani under 25 di trovare un lavoro entro 4 mesi dalla conclusione del ciclo di studi o 4 mesi dall'inizio della disoccupazione. Una misura che porterà in Italia 1,5 miliardi, ma che Renzi vorrebbe rendere permanente e alzare fino agli under 30. Infine, l'immigrazione: bisogna rafforzare Frontex, in modo che il pattugliamento europeo sostituisca il Mare Nostrum italiano, i cui costi si stanno facendo insostenibili.

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