La vita lussuosa del proletario Fidel Castro: yacht, isole segrete e due donatori di sangue personali

Fidel Castro viveva nel lusso più sfrenato, tra yacht, isola privata, palazzi e donne. Lo scoop in un libro in uscita il prossimo 28 maggio.

Yacht, palazzi, isole segrete e due donatori di sangue personali. Il proletario Fidel Castro e la vita lussuosa, finora sconosciuta ai più. Il lider maximo di Cuba è vissuto come un monarca assoluto, predicando però tutt'altro. Il ritratto inedito è contenuto nelle pagine del libro "La vita nascosta di Fidel Castro", grazie alle soffiate di una ex guardia del corpo, Juan Reinaldo Sanchez, e del giornalista francese Axel Gylden.

L'uscita è prevista per il prossimo 28 maggio e si preannuncia come un best seller. Che racconta come Fidel Castro potesse concedersi praticamente di tutto, mentre il popolo cubano era costretto ad andare avanti con quello che aveva e in nome di ideali che, in realtà, erano solo sulla carta per il presidente. Sì, Fidel aveva anche un'isola privata, piste da bowling, campi da basket, naturalmente femmine a gogò. E l'Acquarama II, uno yacht extralusso avuto in dono da un certo Leonid Brezhnev, quando l'Urss era ancora in vita.

"Contrariamente a quello che ha sempre raccontato, Fidel non si è mai sentito obbligato a seguire l'austera vita del buon rivoluzionario e non ha mai rinunciato ai comfort offerti dal capitalismo"

si legge nel libro. Ecco allora l'isola privata di Cayo Piedra, a sud della Baia dei Porci, dove il comandante riceveva ospiti eccellenti come Gabriel Garcia Marquez e Hugo Chavez. Castro era poi ossessionato dall'idea di poter finire vittima di un attentato e allora non andava mai da nessuna parte senza due donatori di sangue e dieci guardie del corpo. Non solo: mentre girava tra la folla a bordo della Mercedes presidenziale, tra i piedi teneva per ogni evenienza una pistola semiautomatica con il colpo in canna.

Una delle guardie del corpo aveva il compito di segnare tutto ciò che il leader faceva o diceva su un blocco di appunti. Per poi consegnare al mondo le giornate del "lider della Storia". Il suo grande amico, Hugo Chavez, veniva comunque fatto spiare. Perché fidarsi è bene... I cubani non sapevano nulla di tutto ciò. Nessuno ha mai indagato a fondo. L'ex bodyguard ammette:

"Fino agli anni Novanta non ho mai fatto troppe domande su come funzionasse il sistema perché è così che fanno i bravi soldati. Vedevo Castro come un dio, mi bevevo ogni sua parola, credevo a tutto quello che diceva e lo seguivo ovunque. Per Fidel sarei morto. Ma poi ho capito che aveva mentito. Per Fidel, la ricchezza era uno strumento di potere e di sopravvivenza politica ed era convinto che Cuba fosse di sua proprietà".

Sanchez, dopo aver chiesto di andare in pensione, è caduto in disgrazia tra carcere e torture. Uscito di prigione, nel 2008 è riuscito fortunosamente a raggiungere gli Stati Uniti. Anni dopo, ha deciso di vuotare il sacco. Forse per vendetta. O, semplicemente, per amore della verità. Il giornalista francese dice di aver controllato ogni affermazione del compagno politico. Ecco perché il libro rischia di 'spaccare'.

Fidel Castro

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO