#askexpo, la campagna di trasparenza di Expo 2015 fa flop

Il dibattito via Twitter sull'assunzione di volontari diventa un boomerang per l'organizzazione

Doveva essere un'occasione di trasparenza dopo le polemiche e le inchieste che hanno investito l'organizzazione di Expo 2015, e invece si è trasformata in un boomerang (peraltro prevedibile). L'account ufficiale di Expo Milano 2015 ha lanciato l'hashtag (pressoché impronunciabile) #askexpo con cui, a partire dalle 17, si sarebbe risposto alle domande degli utenti sulle assunzioni e la ricerca di volontari per l'Esposizione.

Le cose non sono andate come immaginato dall'organizzazione, perché ben presto l'hashtag è stato usato come arma di protesta contro la ricerca di 10.000 volontari contro le sole 650 assunzioni previste. Dopo le prime ironie…



si passa a richieste più pressanti



e c'è chi chiede polemicamente se verrà licenziato il responsabile delle risorse umane e sostituito anche lui con un volontario.

Che la campagna Twitter stia andando male si capisce subito, ma stoicamente dall'account ufficiale di Expo 2015 continuano a twittare, rispondendo però solo alle (poche) domande inerenti davvero la selezione di candidati per i contratti e i posti da volontario, mentre tutti gli altri si chiedono a cosa serva la selezione per lavorare gratis.

Insomma, un flop controproducente per l'immagine di Expo – e d'altronde una cosa simile era capitata tempo fa a Trenitalia, che aveva lanciato una campagna Twitter di dialogo con gli utenti presto trasformatasi in un ufficio reclami – e per una delle poche occasioni di trasparenza dell'organizzazione. Per la storia completa dell'hashtag, c'è storify

ITALY-MILAN-EXPO-2015

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