Elezioni Europee 2014 | Grecia: Samaras teme Tsipras e promette mezzo milione di posti di lavoro

Greece's Election Winning Party Begin Talks To Form A Ruling Coalition
Elezioni Europee 2014. Il premier greco, Antonis Samaras, sente che la situazione gli sta sfuggendo di mano dopo la vittoria di Syriza alle amministrative . Così rincara la dose degli annunci, promettendo che ci sarà un piccolo miracolo occupazionale.

Nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato che "lo sviluppo del paese comincia adesso". L'obiettivo è "quello di ridare alla Grecia il benessere che aveva prima della crisi. Nei prossimi quattro anni saranno creati 550mila nuovi posti di lavoro e sino al 2020 la disoccupazione sarà ridotta al di sotto della media europea" . (Via Ansa)

Non si è fatta attendere la replica dell'ufficio stampa del partito di Alexis Tsipras: "A tutto c'è un limite. Samaras qualche giorno prima delle elezioni promette 550mila posti di lavoro quando con la sua politica dei memorandum e di austerità ha creato 1,5 milioni di disoccupati. Tra qualche giorno il popolo greco non gli permetterà di proseguire il suo lavoro catastrofico".

Così, il leader del partito Nuova Democrazia ha compreso che la misura del "dividendo sociale", decisa ad inizio mese, proprio non basta per battere la sinistra radicale. Evidentemente, un aiuto a chi ha uno stipendio annuo inferiore a 6500 euro non è stato percepito dagli elettori come un regalo, ma come un gesto dovuto. Soprattutto dopo due anni di provvedimenti lacrime e sangue, dettati dalla Troika.

Ora Samaras fa il Berlusconi e promette più di mezzo milione di posti di lavoro, tanti per un paese piccolo come la Grecia. Il premier, inoltre, ha previsto che l'incremento occupazionale sarà a beneficio soprattutto del settore primario, quello della tecnologia e ricerca e quello della marina mercantile. Ma al di là della fattibilità dell'annuncio, è lecito chiedersi se tutto ciò avrà un impatto sull'elettorato a ridosso delle consultazioni europee in Grecia.

A nostro avviso anche se la vittoria di Syriza alle amministrative non è stata travolgente, potrebbe comunque rivelarsi propedeutica per un'affermazione più decisa alle europee. E ciò per due motivi.

Il primo. I media privati e gli istituti di sondaggistica filogovernativi hanno sbagliato le loro previsioni. Dopo aver insistito per settimane su un presunto sorpasso di Nuova Democrazia, si sono visti sbugiardati dalle urne. Così l'effetto depressivo che si è tentato "di creare" fra i sostenitori di Tsipras non ha sortito risultati. E ciò, inevitabilmente, genera molta euforia tra chi sogna le elezioni anticipate.

L'altro motivo, che ci spinge a diffidare di una ripresa di Nuova Democrazia, riguarda le tempistiche adottate dal premier. Certe frasi, dette all'ultimo minuto, non sembrano una dimostrazione di forza, ma di debolezza. Soprattutto se pronunciate dopo tante misure impopolari. Ricordiamo, a tale proposito, che quando Berlusconi lanciò la promessa di 1 milione di posti lavoro non aveva mai governato.

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