USA 2012: la situazione negli stati chiave a quattro settimane dal voto

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Quattro settimane da oggi, sapremo chi ha vinto le elezioni presidenziali americane. Fino a quel giorno non ci resta che cercare di interpretare gli umori e soprattutto i sondaggi: dopo quelli del "folle lunedì" di cui abbiamo parlato ieri, una nuova tornata di poll ieri ha confermato stavolta in maniera più omogenea la crescita di Romney, che adesso è in vantaggio nella media nazionale di RealClearPolitics e alla pari in quella di Pollster, grazie ai nuovi sondaggi quotidiani di Gallup che danno il repubblicano a +2% tra i "probabili elettori", un sottogruppo ristretto degli elettori registrati al voto.

Nonostante questo, la situazione negli stati chiave è ancora piuttosto favorevole a Obama, cui a questo punto basterebbe vincere in uno tra Ohio, Virginia, Florida e Colorado per raggiungere il quorum del 270 grandi elettori e confermarsi alla Casa Bianca. Il sistema elettorale americano prevede infatti che a ogni stato, a seconda della popolazione, sia assegnato un certo numero di voti elettorali per il presidente, il risultato è che, in linea teorica, chi prende il maggior numero di voti a livello nazionale potrebbe perdere, se non conquista gli stati più popolosi: è quanto accaduto nel 2000 ad Al Gore contro Bush, Gore conquistò mezzo milione di voti in più, ma Bush vinse in Florida e divenne presidente. In ogni caso, gli attuali sondaggi negli stati in bilico confortano Obama, vediamo perché.

Contando gli stati tradizionalmente democratici e repubblicani, e quelli in cui uno dei due candidati ha un solido margine di vantaggi, i rilevamenti Pollster (tradizionalmente affidabili) danno 206 voti elettorali sicuri a Romney e 263 a Obama: al presidente mancherebbero quindi solo 7 voti per raggiungere il "magic number" 270. Da dove possono arrivare questi voti? Sicuramente non dalla Florida (29 voti), in cui la leadership di Romney dopo settimane di incertezza sembra molto salda. Anche in Virginia (13 voti) Romney è in netto vantaggio. Le buone notizie per Obama arrivano da Ohio (18 voti) e Colorado (9), che lo danno stabilmente in vantaggio di 2 e 1 punto. Basterebbe uno dei due a farlo confermare presidente, ma visto il modo in cui la situazione si è rimescolata dopo il primo dibattito, è arduo fare previsioni su cosa succederà dopo i prossimi.

La North Carolina, per esempio, era in bilico fino a ieri, mentre oggi si è colorata di rosso, il colore dei repubblicani. E persino in Pennsylvania, una roccaforte di Obama, il vantaggio dei democratici si è assottigliato: è ancora di 5 punti, ma il trend è favorevole a Romney. Se altri stati finora stabilmente democratici tornano in gioco, a Obama potrebbe non bastare vincere in Ohio e Colorado. Per ora però lo staff del presidente continua a ostentare fiducia, anche perché grazie al boom di fondi raccolti nel post-convention la somma a disposizione della campagna ha superato quella del 2008, e questo consentirà di arrivare al 6 novembre ancora in corsa in quanto a spot ed eventi elettorali.

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