USA 2012: ultime dalla Francia

A poche ore dal faccia a faccia tra i due "bracci destri", sono due le parole che aleggiano nei campi avversi. Rattrappage, ovvero recupero, in casa democratica e retournement, alias ribaltamento, in quella repubblicana. Perché se la prestazione oratoria di Obama, già noto oltralpe per non essere esattamente una "bestia da dibattito", non ha convinto i più, ciò non toglie che il presidente uscente sia ben lontano dal darsi per vinto e lasciar spazio al suo avversario, agli occhi dei cittadini della République.

Anche perché a Roomey, incarnazione maldestra e fin troppo conservatrice in materie calde costantemente in discussione nell'héxagon, come le unioni gay, non ha certo giovato la suite di gaffes, autentica manna per le rubrichette di "politica da parrucchiere", ben poco esaltate dalla "serietà quasi monacale" di Obama. Si aggiungono "derive artistiche" non da poco, capaci di svecchiare un evento diventato un pane talmente quotidiano, da esser risultare quasi stantio. Dalla mostra parigina dedicata ai ritratti del presidente  alla parodia clip  "Gangnam style", milioni di click per un Roomey blingbling e un Obama dinoccolato, i "mutamenti di scenario" non mancano davvero.

E se Le Monde dedica, da più di qualche settimana, un'intera sezione, sulla quale vanno alla grande i titoli evidentemente dedicati ai latinos (come George Prescott Garnica, lontano parente del precedente inquilino della Casa Bianca, o un video nel quale lo stesso Obama si rivolge direttamente agli elettori ispanici nella loro lingua) senza tralasciare la puntuale analisi degli ultimi cinquant'anni di spot elettorali made in USA, da Eisenhower fino all'attuale Roomey, passando per gli immancabili Nixon e Clinton,  e Le Figaro si limita ad un box raggiungibile con lo scorrimento a metà pagina e incentrato "sull'aura da ribaltone" che sembra ormai circondare il candidato repubblicano, Libération segue una linea intermedia, coprendo il grande evento a stelle e strisce, con una paginona nascosta dietro una piccola bandiera, Le Nouvel Observateur cavalca l'onda simbolica, polemica o sentimentalista che sia.

Prevale in tutti i casi un taglio piuttosto tendente al gossip, con particolare inclinazione verso un quietismo buonista e rassicurante, supportato dal "colpo da maestro" del video per l'anniversario della coppia presidenziale, e condito dall'ennesima ammenda di un contrito Roomey. Di che versare qualche lacrimuccia caustica, di coccodrillo naturalmente!

Via | monde-diplomatique.fr

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