Ore 12 - Gentilini "sceriffo" indagato per razzismo: "Me ne frego, via zingari, clandestini, immigrati irregolari, moschee"

altroLui, che si definisce uno “sceriffo testardo”, ai giudici che lo hanno indagato per razzismo (si è aperto un fascicolo in cui si ipotizza il reato di istigazione all’odio razziale) risponde con il cipiglio del “federale” dei tempi della “buonanima”: “Me ne frego!”.

Dei gravissimi episodi di questi giorni, pestaggi di stampo razzista a Parma, Milano e Roma, il “vate” della Lega e vice sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini non vuole nemmeno parlarne, richiamandosi alla sua “educazione fascista” dell’ordine e della disciplina.

“Io discuto di quello che vedo qui dalle mie parti e ascolto i miei cittadini: insieme diciamo che zingari, clandestini, criminali, immigrati irregolari devono andarsene da Treviso e dall’Italia”.

Veltroni accusa il governo perché “si sta diffondendo un clima pesante di intolleranza e violenza che va combattuto da tutti” e denuncia la destra “che tenta di nascondere la realtà.“.

Ma anche qui c’è troppa semplificazione: caccia al negro uguale Parma, Parma uguale destra, caccia al negro uguale destra. Idem per Roma.

“Ma quale clima di odio razziale! – ribatte Gentilini – Tutti devono rispettare le leggi. Va abolito anche il permesso di soggiorno: in Italia si deve arrivare solo se il lavoro ce l’hai già, altrimenti se poi non lo trovi ci si mette a mendicare o a rubare, a delinquere”.

Dulcis in fundo: “Qui non vogliamo moschee, gente che prega nei parcheggi pubblici e ciò vale anche per gay e lesbiche. E nemmeno vogliamo phone center gestiti da extracomunitari. Dove ci sono, finisce la pace in quel rione, i portici diventano latrine. Ecco perché ho detto che vadano a pisciare nelle loro moschee”. Da questa frase è scattata la denuncia. Ma, appunto, la risposta è una sola: “Me ne frego!”. Come ai bei tempi del segretario del Partito fascista Starace: “Gentilini dixit”.

Gentilini non ha torto su tutto. Anzi! Ma i “fuorilegge”, in Italia, sono di tutti i colori. E soprattutto, il malaffare alberga nella politica. Però deriva razzista c’è. E va fermata. Con l’uso della legge.

Resta la questione di fondo, che è politica. Era stata promessa sicurezza e invece non sono più eccezioni le violenze, le sopraffazioni, le aggressioni, i lutti. Sullo spaccio della paura si possono raccattare voti. Ma poi il conto si paga.

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