Di colpo in Italia siamo tutti razzisti

Basta leggere le news di corriere.it: "Razzismo: scritte contro romeno morto in incendio nel milanese" o la prima pagina di Repubblica, "Cinese pestato, piangono i picchiatori" condito da sondaggio sull'Emergenza Razzismo (ovviamente il sì è all'85% su 20.000 votanti). E poi il senegalese picchiato dai due ambulanti (per questioni di lavoro, pare), i casi (molto diversi) di Parma e Castel Volturno, e Gentilini indagato per le sue dichiarazioni, come ha riportato Massimo Falcioni poco fa.

Insomma, il razzismo è la nuova emergenza nazionale secondo una legge non scritta del giornalismo, che prescrive di creare di volta in volta un "caso" mediante il tam tam e i segnali di fumo tra testate autorevoli, subito seguite a ruota da quelle meno "potenti". Quanti casi ci ricordiamo a riguardo? Le stragi del sabato sera (non se ne parla più), gli incidenti provocati da chi ha bevuto (a un certo punto eravamo tutti ubriaconi), le rapine in villa, l'emergenza stupri, la crisi delle piccole aziende per colpa dei cinesi, le morti bianche e mille altri casi, variabili a seconda del periodo.

Il giornalismo in Italia (ma anche nel mondo, credetemi) funziona così. I giornali si devono pur vendere, e creare il caso mediatico aiuta non poco. Per carità, tutte le cose citate sopra sono reali e quasi sempre celano problemi drammatici, ma noi lettori siamo chiamati ad azionare il cervello prima di cadere nella trappola emozionale tesaci dai maestri della notizia. Amplificare un problema è un espediente non lo specchio della verità. Le grandi crisi non sono quasi mai reali, o meglio, in parte lo sono tutte, ma nè più nè meno di prima e non vanno risolte perché si è alzato il polverone ma perché sono tare endemiche del paese. Quando lo sono.

Il razzismo per esempio non lo è. Non è un problema italiano, neanche minimamente. Nessuno nega che esista, e il grave caso della banda di ragazzini che ha aggredito il cinese dimostra che qualche testa bacata c'è, ma non è un'emergenza. E' invece un'emergenza, questo sì, il disgustoso e sempre più diffuso costume di appellarsi al razzismo per ricavarne vantaggi personali o politici, conoscendo la fregola che vige a riguardo in Italia. E allora permettete un appello anche al sottoscritto: un'accusa di razzismo è un fatto gravissimo, teniamocela per quando si verifica davvero.

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