Countdown elettorale: - 17. Ballarò e il triste teatrino elettorale


Una delle questioni più dibattute di questa campagna elettorale riguarda l'elevata quota di indecisi: proprio oggi Corriere.it quantifica gli scettici nel 40% degli elettori.

Una percentuale che forse rimarrà piuttosto alta fino al 13 aprile anche a causa dello spettacolo penoso a cui assistiamo quasi ogni giorno durante questa paradossale campagna elettorale.

Un momento molto alto di questa rappresentazione teatrale è andato in onda ieri sera durante Ballarò, l'ottima trasmissione condotta dal Giovanni Floris. Ospiti Piero Fassino, Michela Vittoria Brambilla, Lamberto Dini, Pierferdinando Casini, Matteo Colaninno ed Enrico Boselli.

Lo spettacolo è stato, fin dalle prime battute, decisamente deprimente: la Brambilla, intercalando con parole in milanese stretto, ha rimproverato a Fassino di non aver fatto niente per pensionati e salariati, favorendone l'impoverimento. Dini (Lamberto Dini, il miliardario che è passato al centrodestra in cambio di 4 seggi da parlamentare per lui e i suoi tre compari) ha avuto il coraggio di rinfacciare al povero Piero che il governo Prodi era schiavo dei comunisti e dei massimalisti e che quindi non sono state prese misure in favore della crescita (del Pil) che sarebbero le uniche a garantire, a cascata, un miglioramento degli stipendi.

Il Fassino, piuttosto imbarazzato e piccato per essere stato accusato di comportarsi come un comunista, si è ritrovato a dover spiegare a un miliardario, a un industriale e una imprenditrice (sulla cui sincerità nel preoccuparsi per i poveri avrei più di un dubbio) il motivo per cui il governo da lui sostenuto non ha fatto abbastanza per i redditi da lavoro.

Lo spettacolo era troppo triste, ho dovuto cambiare canale.

Nella foto la redazione di Ballarò

  • shares
  • Mail
13 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO