Europee, test "politico" per nuove elezioni in autunno? E Renzi, Grillo, Berlusconi …

I tre leader principali, Renzi Grillo Berlusconi, chiamano i cittadini al voto del 25 maggio pensando più all’Italia che all’Europa, alle ripercussioni che le urne di domani avranno più su Roma che su Bruxelles.

grillo-renzi-berlusconi-620x230

Al di là delle dichiarazioni altalenanti e per lo più strumentali, il voto per le Europee è considerato da Pd, M5S e Forza Italia un test per “pesarsi” e rinviare la resa dei conti interna, puntando a nuove elezioni politiche anticipate in autunno, al massimo nella primavera 2015.

Da questo punto di vista il più chiaro è stato Beppe Grillo annunciando, in caso di trionfo del M5S alle Europee, di voler (e poter) sparigliare il gioco: via Renzi, via Napolitano, deputati e senatori tutti a casa, subito nuove elezioni politiche.

Berlusconi, brandendo la spada del populismo, è passato da una posizione euroscettica a un vero e proprio attacco raso terra contro l’Europa (in primis contro la Merkel), contro la moneta unica e pro lira, infine contro Renzi (accusando il Pd di aver tradito il patto del Nazareno) e “sparando” a zero su Grillo, novello Hitler.

Lo stesso premier si è dibattuto come “pesce in barile”, non disdegnando euroscetticismi e stoccate populiste persino di stampo nazionalistico, tornando però alla fine a marcare la netta distanza fra il voto per le Europee e la situazione politica italiana. Ma è noto che Renzi ha sempre considerato il voto del 25 maggio come un pass per la sua legittimazione democratica e popolare del cambio della guardia al governo.

In altre parole, anche per Renzi, così come per Grillo e Berlusconi, il voto di domani è un voto politico, con possibili ripercussioni pesanti sul quadro politico interno. Niente è scontato e tutto è possibile.

Dice il notista dell’Espresso Marco Damilano: “ C’è da testare il nuovo governo, il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano fa il suo esordio elettorale, il M5S deve verificare la sua consistenza, per la prima volta Berlusconi ha dovuto fare la sua campagna elettorale senza potersi candidare. Il significato politico è altissimo. Verrà completamente riscritta la geografia elettorale. Ed è chiaro che il governo non è fuori dalla tempesta, ma ne è al centro”. In che modo Renzi può dirsi vincitore domani notte? Chiosa Damilano: “Renzi vince se il Pd supererà il 30% come risultato. A livello politico, vince se Grillo arretra e la maggioranza di governo, compresa dunque Ncd, tiene. Se così non fosse, significherebbe che la maggioranza sarebbe minoranza del Paese. Un grande problema politico dunque”.

Incalza l’ex ministro Mario Mauro presidente dei Popolari per l’Italia: “All’indomani del voto europeo il rischio più grande è quello dell’isolamento del Pd con un Renzi che magari vince di una incollatura su Grillo ma che alla sua destra si ritrova con partiti dai consensi risibili. Il problema quindi rimane la riaggregazione dell’Italia popolare e serve a scongiurare insieme le derive totalitarie, ma anche la crisi di governo. Bisogna sostenere il governo perché l’Italia ha bisogno di fiducia ma su riforme costituzionali e legge elettorale come ho sempre detto al Pd i popolari per l’Italia saranno intransigenti. No a regole che sacrificano la democrazia e l’equilibrio dei poteri in favore di dubbi concetti di governabilità”.

E le annunciate riforme? Risponde Stefano Folli su Radio 24: “La cosa peggiore sarebbe rinunciare a tutto per proiettarsi già verso le successive elezioni. È questa campagna elettorale permanente che rischia di soffocare l'Italia”.

Già. Lunedì 26 maggio riparte la campagna elettorale?

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO