Europee, Rao (Udc) a PolisBlog: “A rischio la libertà dei cittadini”

In ballo c’è la libertà dei cittadini. Roberto Rao, portavoce di Pier Ferdinando Casini e deputato dell’Udc, interpellato da PolisBlog, sulle manovre della maggioranza in riferimento alla legge elettorale per le europee, lo dice chiaramente, sottolineando la necessità delle preferenze quale strumento per affidare realmente agli elettori la scelta dei propri rappresentati a Bruxelles. Una battaglia che i centristi intendono combattere indipendentemente dalla soglia di sbarramento.

On. Rao, cosa non va nella proposta berlusconiana di modifica della legge elettorale?
“Il vero problema è la restrizione della libertà dei cittadini. Gli italiani alle elezioni politiche non possono scegliere i parlamentari, oggi li si vorrebbe espropriare di questo diritto anche per le elezioni europee, ed è paradossale che questa proposta venga portata avanti da chi si richiama al partito del Popolo delle Libertà. Ma quale libertà e sovranità del popolo, in realtà il Pdl ha bisogno di ingessare gli elettori per far rispettare il “patto del notaio”, ovvero la suddivisione in quote degli eletti fra FI, AN e altri gruppi minori, che evidentemente non sarebbe garantita dalla libera scelta dei cittadini”.

Perché la scelta di rimarcare anche sul simbolo questo dissenso?
“Il segretario Cesa a Chianciano ha avanzato questa forte proposta del “Sì PREFERENZE”, perché noi attribuiamo a questo elemento di libertà un grande significato politico. Vogliamo scongiurare il rischio di trasformare le radici della nostra democrazia, da popolare e rappresentativa, in oligarchica in cui poche persone non compilano la lista dei candidati, ma decidono a tavolino gli eletti”.

Non è che il timore più grande è lo sbarramento al 5%?
“Non è un nostro timore. Sia Casini che Cesa in ogni occasione hanno affermato che la battaglia è quella per le preferenze anche perché puntiamo alle europee ad un’affermazione più ampia di quella ottenuta alle politiche (5,7%). Certo è che il combinato disposto di una soglia più alta delle politiche e l’eliminazione delle preferenze, si tradurrebbe in concreto con due persone che letteralmente scrivono i nomi degli eletti a Strasburgo. Noi facciamo notare che in Europa non tutti i paesi hanno previsto una soglia di sbarramento per le elezioni europee in quanto si va a eleggere un “parlamento di popoli” e non una assemblea che ha il compito di esprimere voti di fiducia che garantiscano la stabilità di un governo. E che nei paesi in cui è prevista la soglia di sbarramento, è sempre inferiore o al massimo uguale a quella prevista per l’elezione del loro parlamento nazionale. Sarebbe paradossale che in Italia avvenisse il contrario”.

In molti sostengono – e lo ha detto esplicitamente anche Pittella in una nostra intervista – che l'obiettivo del Premier sia quello di farvi fuori da questa "partita". Ne siete convinti anche voi?
“Il Presidente del Consiglio anche recentemente ha dichiarato di aver cambiato idea non vuole più il bipolarismo, ma ora vuole creare un sistema bipartitico. Credo che più che l’UDC il suo problema siano gli alleati interni di quel partito artificiale che è il PDL. Che Berlusconi cinicamente persegua il proprio interesse politicamente è comprensibile, che i parlamentari del PDL, anche contro la stragrande maggioranza dei loro elettori, lo seguano è da vedersi”.

Si è parlato molto, prime dell'estate, di alleanze. Abbiamo visto un'Udc strattonata tra destra e sinistra. Dove vanno i centristi?
“La nostra posizione è semplice e chiara: l’Unione di Centro è in Parlamento grazie agli oltre due milioni e mezzo di italiani che l’hanno votata, ed è in Parlamento nonostante Veltroni e Berlusconi abbiano sostenuto che votarci sarebbe stato inutile. Noi in Aula e nelle commissioni favoriremo convergenze oppure ci opporremo alle proposte del Governo e della maggioranza sulla base della loro coerenza con il nostro programma presentato agli elettori”.

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