Morti sul lavoro? E chissenefrega!

Prosegue la mattanza delle morti sul lavoro, che tutti si ostinano a chiamare “morti bianche”. La vita di un operaio, se misurata con il peso dato dai media, vale poco. Quasi niente.

Solo tragedie di massa, o morti/spettacolo, fanno notizia. Le singole morti sul lavoro sono relegate, quando va bene, nelle brevi dei quotidiani e nei titoli di coda dei tg. Nessun accenno sugli infortuni e sugli invalidi del lavoro.

Quasi tutto ruota attorno al gossip e ai cosiddetti reality. Uno zingaro o un extracomunitario protagonisti di uno scippo aprono le prime pagine, non solo dei quotidiani locali.

Pochi giorni fa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato a parlare di sicurezza sul lavoro ai ragazzi delle scuole, per l’inaugurazione del nuovo anno scolastico. Chi ha raccolto il monito del capo dello Stato?

Oltre 1200 morti l’anno sul lavoro dicono più di tante parole qual è la realtà, non solo quantitativa, di questa tragedia permanente: una vergogna nazionale, indegna di un paese civile e moderno.

In questo quadro, addirittura il governo sta smontando pezzo per pezzo il Dlgs 81 del 9 aprile 2008, cioè il testo unico in materia di sicurezza e salute sui posti di occupazione. E il sindacato sta a guardare.

Questo bollettino di guerra non interessa a nessuno. Tanto sono gli altri a morire.

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