Matteo Renzi commenta il trionfo: "Ora non ci sono più alibi per le riforme"

Il premier commosso su Twitter subito dopo la diffusione dei dati.

Matteo Renzi

La conferenza stampa di Matteo Renzi il giorno dopo il grande successo elettorale del suo Pd è durata poco più di 40 minuti durante i quali il Premier ha insistito più volte sul tema delle riforme perché secondo lui il vero significato di questo voto è che il Paese vuole le riforme che sono state promesse e le vuole subito. Dall'alto dell'oltre 40% ottenuto alle urne, dunque, Renzi vuole convincere maggioranza e opposizione a collaborare prima di tutto sulla riforma elettorale e ha teso la mano anche al MoVimento Cinque Stelle sui cui parlamentari si chiede però con chi si alleeranno in Europa.

E a proposito di Europa, lo slogan è "Abbassiamo i toni, alziamo le ambizioni", ripetuto un paio di volte durante la conferenza. Renzi vuole cambiare l'Ue e non è difficile immaginare che, considerato il gran numero di voti ottenuti (in percentuale più di tutti gli altri partiti) e il fatto che solo Angela Merkel avrà più seggi (ma perché è la Germania in generale ad avere più seggi di tutti), il segretario del Pd avrà molta voce in capitolo nella scelta delle persone che andranno a ricoprire gli incarichi che più contano a livello europeo.

Qui di seguito tutto quello che Matteo Renzi ha detto durante la conferenza stampa.

12:41 - Renzi conclude ringraziando ancora chi ha votato e insistendo per l'ennesima volta sulla necessità di portare a termine le riforme:

"Il risultato è tecnicamente straordinario, lo è particolarmente per un partito di centro-sinistra e perché avviene in questo periodo. Tutte queste considerazioni ci dicono che non dobbiamo perdere neanche un minuto. è finita la stagione di quelli che vogliono salvare il mondo da soli, c'è bisogno di grande umiltà e determinazione: le riforme non sono un optional, sono un dovere per questa legislatura"

12:39 - Serracchiani ieri ha definito il voto una "Legittimazione straordinaria" ma Renzi ha sempre detto "non è un voto su di me", gli viene chiesto se le due posizioni sono discordanti:

"Non considero questo risultato una legittimazione personale, Debora parlava della possibilità di fare le riforme. Mi ha fatto piacere vedere ieri al Nazareno un gruppo dirigente, non una sola persona"

12:33 - Sulla Francia:

"Quando un presidente del Cdm parla di un altro Paese deve avere rispetto. Non esprimerò valutazioni sui risultati delle singole forze politiche, voglio prima parlare con Hollande e probabilmente avverrà oggi pomeriggio"

12:30 - A Renzi viene chiesto a quale Commissione punterà il Pd in Europa

"Noi abbiamo un'ambizione più grande che è quella di cambiare l'Europa. Vogliamo concorrere con i partner europei a un'idea di Europa. Se il commissario XY è un francese, italiano, spagnolo, tedesco ecc non è decisivo, l'importante è che abbia un'idea di Europa coerente. non limitiamo l'Italia alla scelta del commissario, noi dobbiamo aiutare l'Europa a cambiare"

12:27 - I giornalisti vogliono sapere se c'è la possibilità di tornare alle elezioni politiche in Italia:

"Gli italiani vogliono vedere dei risultati. Noi vogliamo rispettare le scadenze istituzionali e costituzionali. Io continuo a dire che le riforme fondamentali sono quella istituzionale e costituzionale, della legge elettorale per avere la certezza di uno che vince, la riforma del mondo del lavoro e adesso occorre accelerare il disegno di legge dopo che il decreto è stato già approvato, poi ancora il decreto cultura, gli interventi sul terzo settore, tutto il lavoro da svolgere sull'agricoltura. Ora dobbiamo calendarizzare una serie di iniziative molto importante. La sintesi è: noi non molliamo di mezzo centimetro su alcuna riforma. Il messaggio di questo voto è: guai a voi se adesso non fate quello che avete promesso. Non è un voto su Matteo Renzi, è un voto sull'Italia. Questa è una responsabilità che noi avvertiamo con grande decisione oggi"

12:25 - Un altro giro di domande da parte dei giornalisti.

12:23 - Renzi invita i suoi a rispettare gli altri partiti, anche quelli che non fanno parte della coalizione di governo con i quali insiste nel voler collaborare per la legge elettorale:

"Considero il voto di M5S, Forza Italia e NCD il voto di milioni di italiani e dunque va rispettato. La mia parte politica spesso in passato è stata penalizzata da un atteggiamento di superiorità che è illogico, ingiusto e sbagliato. Rispettiamo i milioni di italiani che non hanno votato per noi e diciamo che con NCD continuiamo ad avere l'intesa nel governo e con gli altri speriamo di scrivere le regole del gioco"

12:22 - Rispetto alla domanda di Lucci lo ha "delegato" a inventarsi un messaggio per Grillo. Lucci ha insistito "Gli diresti a Grillo: ti voglio bene?" ma Renzi proprio non risponde.

12:18 - Renzi torna sull'Italicum e dice:

"Noi siamo convinti che la riforma elettorale sia una grande riforma da scrivere insieme alle altre forze politiche"

12:15 - Il Premier tende la mano anche ai parlamentari del M5S:

"Ha un numero enorme di parlamentari, ma se continuano a usare il parlamento come luogo degli show e delle proteste ho l'impressione che rischiano di perdere il loro elettorato. Al tavolo delle riforme, al quale stiamo convintamente con Forza Italia oltre che con i partner di governo, se si volessero sedere anche i Cinque Stelle sarebbero ascoltati.
In questa campagna elettorale ho visto tante parole forti, chiamare in ballo Hitler è stata una vicenda molto dolorosa.
Io penso che molti 5 Stelle vivono la politica davvero con molta passione. Ho conosciuto il candidato sindaco di Firenze (che spero perda…) che mi è sembrato una persona molto appassionata"

12:13 - Con Forza Italia Renzi usa il bastone e la carota:

"Credo che la scelta di stare al tavolo delle riforme sarebbe potuta essere valorizzata di più da Forza Italia, ma non sono il consulente strategico di Forza Italia e rispetto il dibattito di quel partito che conferma di essere un pezzo importante del Paese"

12:12 - "Entusiamo, speranza, lavoro" sono le parole su cui insiste il Premier.

12:09 - Renzi dice di aver sentito il Presidente Napolitano, ma non rivela che cosa si sono detti. Rispondendo a una domanda dei giornalisti dice di essere fiducioso sulle riforme.

12:06 - Renzi passa la parola ai giornalisti, tra i quali c'è anche Enrico Lucci delle Iene che ricorda gli insulti di Grillo e dice anche una parolaccia (Renzi lo bacchetta "Siamo nella sala stampa di Palazzo Chigi").

Lucci e Renzi

12:03 - Esprime anche gratitudine nei confronti delle forze politiche che appoggiano il governo anche se non sono andate benissimo alle europee e cita esplicitamente NCD e UDC. Poi ricorda ancora che non si possono avere più alibi e che l'Italia deve compiere le riforme, cambiare se stessa per poi cambiare l'Europa

"L'Italia deve abbassare i toni e alzare le ambizioni, riscoprire il piacere di sentirsi importante, ma prima deve cambiare. Il risultato di stanotte ci dice che il cambiamento che abbiamo promesso deve arrivare in tempi ancora più brevi di quelli che abbiamo immaginato"

12:02 - Renzi insiste sul concetto che il Pd è oggi il partito della speranza che ha vinto contro quello della rabbia (il M5S).

"Io vorrei condividere una considerazione: il fatto che più del 40% abbia espresso per la prima volta nella storia la fiducia a un partito di centro-sinistra e il fatto che nel derby tra rabbia e speranza gli italiani abbiano deciso di dare il doppio della fiducia alla speranza invece che alla rabbia, io dico che questo è il momento dell'Italia che deve cambiare le istituzioni europee partendo dall'assunto che prima deve cambiare se stessa"

11:59 - Per Renzi il voto di ieri contiene un messaggio anche per il governo del Paese:

"A Roma non ci sono più alibi, non c'è più spazio per rinviare le riforme"

11:57 - Renzi ricorda che ha sempre detto di non considerare il voto europeo un voto sul governo:

"Confermo che questo non è da considerare un referendum sul governo, lo considero un voto di speranza straordinario e che può servire per chiedere all'Europa di cambiare"

11:55 - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si è presentato in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ecco le sue prime parole.

"Grazie alle italiane e agli italiani che hanno dimostrato con una partecipazione significativa (una delle più alte d'Europa) che questo Paese è molto meglio di come ce lo raccontiamo. C'è un'Italia che no si rassegna. L'Italia c'è ed è in grado di incidere in Europa, io sento questa responsabilità"

Lunedì 26 maggio 2014, ore 9:18 - Nella tarda mattinata di oggi è prevista una conferenza stampa del premier Matteo Renzi che commenterà lo storico risultato del Pd alle elezioni europee 2014. Restate su Polisblog per tutti gli aggiornamenti in diretta.

Matteo Renzi «commosso e determinato»



Matteo Renzi ha rotto gli indugi e ha commentato il clamoroso risultato del Pd alle Europee 2014.

Il premier parlerà domani, ma nel frattempo ha scritto e postato un tweet su Twitter (social media molto amato dal leader del Pd).

Un risultato storico. Commosso e determinato adesso al lavoro per un'Italia che cambi l'Europa. Grazie #unoxuno. @pdnetwork #senzapaura

Di fatto Renzi ha tutte le ragioni per gioire, viste le proiezioni. Il Pd è fortissimo all'interno della coalizione del Partito Socialista Europeo: ne è la prima forza e ottiene un risultato percentuale davvero fuori dal comune, che di fatto sancisce il successo di Renzi e dei suoi.

Matteo Renzi su Rtl parla di Grillo e Berlusconi

Non solo: tiene a distanza lo spauracchio Beppe Grillo e M5S, relega Berlusconi e Forza Italia a un ruolo marginale in termini numerici e, in virtù del risultato di NCD, sa che potrebbe anche liberarsi di Alfano, se volesse. Ma non vorrà. E vorrà continuare così. Per molti è un vento di cambiamento. Per altri è il solito #vinciamopoi

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