"Non ci sto a prendere lezioni sulla sicurezza da chi in 2 anni ha fatto tutto il contrario". Maroni scalda gli animi alla Festa delle Libertà

L'ultima tavola rotonda della Festa delle Libertà è stata una passerella trionfale, almeno dal punto di vista del pubblico presente, per Bobo Maroni, Ministro degli interni e unico leghista invitato alla kermesse. "Il mio carissimo amico Maroni" ha tenuto a presentarlo La Russa, per sgomberare definitivamente il campo dalle voci di incomprensioni rincorsesi nei giorni scorsi, e il ministro di rimando ha risposto: "Sulla sicurezza c'è totale e assoluta sintonia tra Lega e Pdl".

Una volta espletate le cortesie di rito, alla domanda del moderatore Enrico Mentana su Castel Volturno, Maroni è partito come una scheggia, attaccando l'opposizione a testa bassa.

"Non ci sto a prendere lezioni di sicurezza da chi in due anni di governo ha fatto tutto il contrario. Noi pratichiamo la tolleranza zero, altri la sicurezza zero." Entrando poi nello specifico: "L'operazione contro i casalesi ne è l'esempio tipico. Subito dopo la strage abbiamo organizzato un'operazione congiunta delle forze dell'ordine cui hanno partecipato polizia, carabinieri e guardia di finanza. Il risultato è stato che abbiamo arrestato tutto il gruppo di fuoco, oltre a un gran numero di camorristi, ma soprattutto con la finanza abbiamo sequestrato loro beni per 100 milioni di euro. Ed è proprio questo che fa male alla camorra, molto più dell'arresto dei loro uomini che possono sempre rimpiazzare con altri."

Gli fa eco Gasparri, che difende la scelta di schierare i militari per sgravare le forze dell'ordine da compiti di vigilanza e controllo territoriale, portando l'esempio di Tor di Quinto.

Quella zona di Roma (in cui è avvenuto il delitto Reggiani, NdR) è piena di caserme, una delle quali è la più grossa d'Italia. Se qualcuno gli dicesse di farsi un giro fuori durante la giornata sarebbe sufficiente per controllare tutto il quartiere. Noi non vogliamo militarizzare le città, ma penso che la gente veda in giro più volentieri i soldati della Repubblica che quelli dei casalesi."

Interviene la deputata Jole Santelli, che abbiamo trovato estremamente combattiva, citando il caso della somala maltrattata,"Quella donna era una pregiudicata e ovulatrice (quelle che ingoiano gli ovuli di droga per sfuggire ai controlli, NdR); se mi trovo davanti una così io la perquisisco che sia bianca, nera o gialla." Segue intervento di Prosperini, di cui vi daremo conto in un articolo dedicato, perché merita anche dal punto di vista dello spettacolo, prima della chiusura di Maroni.

"Mi hanno accusato di qualunque cosa. Hanno persino evocato i bambini ebrei segnati, mentre noi non abbiamo fatto che altro applicare le norme, non introducendo una schedatura su base etnica ma un censimento per sapere chi c'è nei campi. La realtà è che il 15 ottobre finisce il censimento e dal 16 noi cominceremo a lavorare per chiudere definitivamente tutti i campi abusivi. Faremo una banca nazionale del Dna e chi ha diritto di stare starà, gli altri saranno rispediti a casa."

E poi il gran finale:

"Sul reato di immigrazione clandestina l'opposizione dice no. Sul test del Dna per controllare che i rincongiungimenti siano veri l'opposizione dice no. Persino sulle norme contro i matrimoni di comodo dice di no. Quindi su tutti questi temi vi dico: la sinistra se ci sta bene, se no abbiamo una maggioranza così ampia che le leggi ce le facciamo da soli."

Applauso-super e spazio a Mentana per un'ultima venefica domanda: "Scajola dice che bisogna abolire le province, la sua posizione a riguardo qual è?"

"Va bene. Cominciamo da quella di Imperia." Inutile svelarvi la provenienza del ministro dello Sviluppo economico...

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