Per Tremonti la sinistra non ha più la cultura nè le idee. "Questa è la nostra occasione"



Domenica ore 16. L'ultima giornata della Festa delle Libertà entra nel vivo, con l'arrivo del Ministro per l'economia Giulio Tremonti accompagnato dal coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini e dall'onnipresente La Russa. Quello che doveva essere un botta e risposta si trasforma presto in una lezione di storia dell'economia italiana, non priva di svariati attacchi alla sinistra e ai politici della Prima Repubblica, in puro stile tremontiano.

"Questo è un paese con una grande staticità del voto. I figli ereditano le posizioni politiche dai padri e le grandi metropoli non decidono mai le elezioni come per esempio in Francia. Tutto questo tenendo ben conto che l'Italia è sempre stata, è, e sarà un paese di centro-destra. La sinistra un tempo si consolava con l'egemonia culturale - continua il Ministro - ma ormai anche qui il ribaltamento è evidente. La sinistra non ha più la cultura nè le idee. Questa è la nostra grande occasione."

Il secondo excursus storico prende il via dalla domanda di La Russa sulle ragioni del federalismo fiscale.

"Si può dividere la storia dell'economia italiana in due fasi, la prima dal 1948 al 1970, praticamente priva di debito pubblico. La seconda dal '71 fino alla fine della Prima Repubblica in cui il paese ha cominciato a indebitarsi per far star meglio la gente che viveva il trauma delle grandi migrazioni dal sud. Purtroppo ci si è messa anche la crisi mediorientale e l'austerity e si è entrati in una spirale in cui si facevano sempre più debiti per pagare i debiti stessi. Il concetto era che tanto c'era il deficit, e il problema si risolveva da sè. Ma un conto è governare avendo il debito pubblico, un conto è governare facendo il debito pubblico - ha polemicamente concluso Tremonti. - Per questo non accetto lezioni dai politici della Prima Repubblica"

Dopo qualche gustosa digressione sui "dementi che hanno inventato l'Irap, un'imposta assurda e unica al mondo. Ormai nessuno ne riconosce più la paternità, ma tanto noi sappiamo benissimo chi sono... e anche loro tant'è vero che non li hanno ricandidati" (ovvio il riferimento alla sinistra e a Visco, NdR.) Il superministro chiude poi con un elogio del federalismo, perché "se noi abbiamo una delle migliori sanità del mondo, in quanto amministrata dalle regioni, basta fare 2+2 per capire che bisogna decentrare le competenze anche negli altri settori."

Applauso chilometrico e tempo per un'ultima stilettata velenosa contro gli economisti di sinistra: "Il problema non è chi ha letto Marx, è chi non l'ha capito." E sulla crisi delle banche: "Ogni crisi prima o poi finisce, ed è ciò che accade quando la finanza da mezzo diventa fine. Invece l'unica ricchezza vera è il lavoro, e quando ne usciremo il lavoro riacquisirà quella centralità che sempre dovrebbe avere."

Fine della lezione, e spazio al dibattito sulla sicurezza. A voi ogni commento.

  • shares
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO