Sardegna: fallisce il referendum contro Renato Soru voluto dal Pdl e sostenuto da Berlusconi


Doveva essere il colpo di grazia per il governatore sardo – democratico Renato Soru e invece si è trasformato in un boomerang per gli organizzatori, il referendum voluto dal Popolo della libertà contro due leggi della Giunta di centrosinistra: la Salvacoste (che limita la costruzione di edifici in prossimità del mare) e la Abbanoa (sulla gestione delle risorse idriche e la tariffa unica dell'acqua).

Servivano 500 mila votanti affinché la consultazione popolare fosse valida e invece sono stati soltanto 300 mila i residenti che sono passati dai seggi, il 20,44 per cento dell'elettorato. Non si è trattato certo di un successo, quindi, per Silvio Berlusconi, che forte della cospicua presenza immobiliare di ville e villini ha forse creduto di godere di un seguito maggiore di quello reale, e del suo uomo sull'Isola, Mauro Pili. E non è nemmeno un buon auspicio in vista delle elezioni regionali del 2009, sulle quali il centrodestra punta molto per riconquistare la terra dei 4 mori.

Per il segretario regionale del Pd, Francesca Barracciu, i promotori hanno fatto un clamoroso buco nell'acqua: “nonostante la massiccia campagna referendaria e le ingenti risorse investite i sardi confermano, a dispetto del centrodestra, grande maturità politica e un'autonomia di pensiero. L'esito di questo referendum-truffa sancisce una sonora sconfitta politica per il centrodestra sardo e per il suo tutore Silvio Berlusconi”. Ovviamente diverso il punto di vista di Mauro Pili: “potevamo sperare in un risultato più forte ma l'avallo politico di 300 mila sardi costituisce una nuova importante spinta al progetto di cambiamento della Sardegna”.

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