L'Italia soffocata dal pervertimento della politica e dall'inquinamento delle istituzioni. Perchè Napolitano non parla agli italiani?

A seguire le cronache, quel che avviene in giro per l’Italia – a cominciare da Regioni quali Lazio e Lombardia – sa di bollettino di guerra. Nel Palazzo, anzi nei Palazzi, ci si rimpalla la domanda: “A chi tocca oggi?”. Peggio del ’92 quando il tintinnar delle manette sfarinò il sistema “tangentaro” dei partiti. Ma almeno Craxi suonò le sue campane in parlamento, davanti al Paese e uno come Citaristi, tradotto in manette in gattabuia con telecamere al seguito, si pagò di tasca sua l’avvocato e morì di crepacuore, senza un soldo in tasca. Altri tempi. Sì, in peggio la storia si ripete.

Il pervertimento della politica e l’inquinamento delle Istituzioni è sintetizzato oggi da Ezio Mauro su Repubblica: “Qui si ruba per comandare e si comanda per rubare”. Peggio del 1992, appunto. C’è una profonda questione morale derivante dai partiti ridotti a centri di potere e di business, con la selezione delle classi dirigenti basata sugli “yes men”, sui portatori d’acqua, gregari al comando – e al soldo – dei capibastone locali. Istituzioni piene di nominati decisi nelle chiuse stanze delle segreterie dei partiti e addirittura imposti dalla malavita organizzata, comprati dalla ‘ndrangheta che a sua volta compra voti a 50 euro l’uno per mangiarsi il territorio e, boccone dopo boccone, l’Italia tutta.

Così il Paese è sempre più stretto dentro una tenaglia malavitosa, piegato nella sua moralità dispersa, soffocato anche sul piano imprenditoriale ed economico: gira a vuoto e per non affondare il governo dei prof-ragionieri spreme le classi più deboli. Anche nella malapolitica non sono tutti uguali, ma i “meno peggio” sono eccezioni e/o non vedono o fingono di non vedere furbi, ladri e delinquenti. Lo svuotamento della politica è soprattutto opera di Berlusconi ma il “berlusconismo” è ovunque e quelle tossine si sono depositate trovando terreno fertile anche nelle pietre, non solo in politica.

“Il cesarismo, le scorciatoie populiste che, pur sotto varie vesti, hanno preso corpo ben oltre i confini del suo partito e del suo campo; una concezione della vita prima e più che della politica ossessivamente mirata al successo, al denaro, al potere personale e di gruppo”. Questo scrive oggi Franco Monaco su l’Unità. E nel (quasi) caos annunciato del Paese – tamponato dai blitz della Magistratura – il Pd dalle sembianze democratiche gioca un’altra partita, dilaniandosi con Primarie bluff e boomerang. Con Renzi e D’Alema che si sfidano come discoli coi calzoni corti e il moccio al naso e con Bersani che guarda e tace impotente mentre l’incendio divampa.

E Pdl, Pd, Udc (più Lega)- novelli "ladri" di Pisa che di giorno s'azzuffano e di notte si riappacificano per spartirsi il bottino - puntano a un nuovo “porcellum”, una legge elettorale che vuole cambiare tutto per lasciare tutto com’è. Così, quanto regge ancora l’Italia? Perché Napolitano non parla agli italiani?

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