Elezioni in Egitto: stravince al-Sisi, ma l'affluenza è ai minimi

Il generale al Sisi vince le elezioni presidenziali in Egitto con il 92 per cento dei consensi, ma l'affluenza è bassissima.

Il generale Abdel Fattah al Sisi è il nuovo presidente dell'Egitto. Secondo gli exit poll, l'ex ministro della Difesa nonché capo dell'Esercito, avrebbe ottenuto il 92 per cento dei consensi (23,38 milioni di voti) contro i poco più di 735.285 del suo sfidante, Hamdeen Sabbahi, espressione dell'opposizione liberal.

I seggi sono rimasti aperti un giorno in più a causa della scarsissima affluenza dei primi due giorni di voto. I media filo governativi negano la partecipazione scarsa degli elettori egiziani, ma il movimento indipendentista del centro Takamol Masr parla di un'affluenza tra il 10 e il 15 per cento contro il 45 per cento comunicato ufficialmente dal ministero degli Interni.

Anche nel migliore dei casi, avrebbe votato meno di metà della popolazione, dato molto al di sotto dei 40 milioni che al Sisi voleva portare alle urne sui 54 registratisi per votare. Quindi, si può parlare di quasi plebiscito? No. Se il generale era stato invocato a gran voce il 30 giugno scorso per liberarsi dei Fratelli Musulmani, i suoi consensi erano diminuiti nei mesi successivi a causa della repressione contro tutti i dissidenti.

Poche settimane fa, i sondaggi davano il gradimento del nuovo presidente al 54 per cento. L'opposizione non è comunque riuscita a cogliere la palla al balzo: chi si è presentato alle urne, infatti, magari non ha votato per il generale, ma neanche per loro. La Fratellanza sogghigna: aveva infatti invitato a boicottare le elezioni e ora si accredita l'astensione.

Festa in Egitto

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