Stefano Fassina: "Su Renzi mi ero sbagliato. Onore a lui, è l'uomo giusto al posto giusto"

L'ex viceministro dell'Economia del governo Letta si dimise dopo una battuta di Renzi.

"Fassina chi?" ve la ricordate la battuta di Matteo Renzi (se non ve la ricordate la trovate nel video in alto)? Diventò quasi un tormentone anche perché ebbe una conseguenza immediata: poco dopo che il segretario del Pd la pronunciò Stefano Fassina si dimise dall'incarico di viceministro dell'Economia del governo Letta. Un mese e mezzo dopo non ci fu più nemmeno il governo Letta e Matteo Renzi prese il campanellino dalle mani di un freddo Enrico per dare il via alla sua avventura da Presidente del Consiglio del ministri.

Oggi, oltre quattro mesi dopo quella vicenda, ma soprattutto all'indomani dell'inatteso e incredibile successo elettorale del Pd alle elezioni europee, un risultato che tutti ormai definiscono storico, anche Stefano Fassina è chiamato a commentare e senza troppi giri di parole ammette chiaramente che su Matteo Renzi si era sbagliato e che è l'uomo giusto al posto giusto.

Non solo, in un'intervista a Repubblica.it, Fassina afferma anche che Renzi ha il merito di aver capito prima degli altri suoi compagni di partito che è giunta la fine di una stagione, un passaggio d'epoca. Inoltre, dice l'ex viceministro:

"Matteo dimostra una capacità drastica di cogliere i problemi"

Insomma, se non è una vera e propria sviolinata, è quanto meno il riconoscimento della superiorità di colui con cui è stato a lungo ai ferri corti all'interno del Pd. Fassina non vuole essere definito un "renziano" (ma sarebbe ancora impossibile affibbiargli questo aggettivo e probabilmente sempre lo sarà), ma non ci sta nemmeno a sentirsi chiamare "bersaniano", semplicemente è "fassiniano" e aggiunge:

"resto me stesso, non salgo sul carro del vincitore e non voglio poltrone. Ragiono con la mia testa"

Fassina ha anche fatto notare che, sebbene fosse presente nella foto di gruppo di domenica sera nella sede del Pd, quando sono arrivati i dati della straordinaria vittoria, si è comunque messo in disparte, a un angolino, perché, dice:

"questa vittoria non è la mia, sono un dirigente del Pd, ma non sono stato in prima linea in tutta la campagna per le Europee"

Stefano Fassina

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