Il divorzio breve: in vigore da domani

Con la separazione consensuale divorzio in sei mesi. Ecco cosa cambia e come funziona il divorzio breve.

25 Maggio 2015 - Entra in vigore domani la legge 55/2015 che riduce il periodo di separazione necessario per chiedere il divorzio. Dagli attuali 3 anni si passa a sei mesi per le separazioni consensuali e 12 mesi per quelle giudiziali. Intanto, scatta l' allarme negli uffici giudiziari, che temono di essere sommersi da una valanga di domande di divorzio.

Il Divorzio breve è legge: Cosa cambia, come funziona


22 aprile, 18.41

Il divorzio breve è legge, la Camera lo ha approvato in via definitiva come ha annunciato il deputato Pd Ivan Scalfarotto:

10.00 - È atteso per oggi il voto finale sul divorzio breve, dopodiché la nuova legge diventerà definitivamente ufficiale, a 41 anni dal celebre referendum, a 28 dalla prima riforma e a più di dieci anni da quanto vennero lanciate le prime proposte di legge per accorciare i tempi che permettono alle coppie di divorziare. Il tutto, sempre scontando la ferrea opposizione della Chiesa. Non dovrebbero esserci sorprese in aula e il testo dovrebbe passare già in mattinata. Ecco cosa cambia e come funziona il divorzio breve.

Divorzio breve: come funziona e cosa cambia

Tempi più brevi - Come dice il nome, il punto fondamentale è che i tempi saranno più brevi. Rimangono i due gradi di giudizio, ma tra la separazione e il divorzio i tempi di attesa passano da tre anni a sei mesi se la separazione è consensuale e da tre anni a un anno se la separazione è giudiziale. La legge vale sempre, anche in caso siano presenti figli minorenni.

Patrimonio - La comunione dei beni sarà sciolta immediatamente, non appena sarà sottoscritta la separazione consensuale o nel momento in cui il giudice consente che i due coniugi vivano separatamente. Le stesse norme potrebbe valere anche per i procedimenti attualmente in corso.

Divorzio breve, testo al Senato

18 marzo 2015 - Con 228 voti a favore, 11 contrari e 11 astenuti, oggi il Senato ha dato l’ok al ddl sul divorzio breve, che ora passerà in terza lettura alla Camera, che dovrà approvare le modifiche apportate, a cominciare dalla rimozione della norma che prevedeva il divorzio immediato, come accade già in altri Paesi dell’Unione Europea.

12 marzo 2015 - Prosegue nell'Aula del Senato la discussione generale del disegno di legge che detta disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi.

Dopo l'approvazione della Camera nel maggio scorso (quasi un anno fa) la discussione sul ddl cosiddetto "divorzio breve" è approdata ieri a Palazzo Madama: la senatrice del Pd Rosanna Filippin è la relatrice del provvedimento.

Secondo quanto riporta l'Ansa già ieri non erano mancate le polemiche, in particolare sull'ipotesi di divorzio "immediato", cioè senza periodo di separazione. Secondo lo studio legale Cataldi in questo senso la modifica prevede che la fine dell’unione tra i coniugi possa essere richiesta “solo con ricorso congiunto” davanti all’autorità giudiziaria competente. Il permesso di bypassare, in sostanza, la separazione, è consentito però soltanto alle coppie senza figli minori, maggiorenni con handicap gravi o sotto i 26 anni laddove non economicamente autosufficienti.

L’eventuale sì del Senato non costituirebbe comunque quello definitivo perché dopo le modifiche il testo dovrà tornare in terza lettura alla Camera per ottenere il via libera definitivo.

Divorzio breve, la Camera dice sì, adesso tocca al Senato

Divorzio breve

I deputati di Pd, Forza Italia, Scelta Civica, Sel, MoVimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia hanno votato tutti insieme sì alla proposta di legge che prevede il divorzio breve. La Lega ha lasciato libertà di coscienza, i popolari Per l'Italia-Udc hanno votato no. Alla fine sono stati 381 i voti favorevoli, 30 i contratti e 14 gli astenuti. Adesso però per diventare legge serve anche il sì del Senato

In base alla nuova riforma, che è stata applaudita da diversi settori dell'emiciclo della Camera dei Deputati, si potrà divorziare dopo una separazione consensuale di sei mesi, al massimo ci vorranno dodici mesi se la separazione è giudiziale. Non bisognerà dunque aspettare tre anni per chiedere il divorzio dopo la separazione e il termine comincerà a decorrere dalla notifica del ricorso. I tempi non cambiano se la coppia che divorzia ha figli.

La proposta di legge i cui relatori sono Alessandra Moretti del Pd e Luca D'Alessandro di Forza Italia, prevede inoltre che la comunione dei beni si sciolga quando il giudica dà ai coniugi l'autorizzazione a vivere separati o quando viene firmata la separazione consensuale. Quando la riforma entrerà in vigore varrà anche per i procedimenti di divorzio già in corso.

Gianluca Bonanno della Lega Nord, che è stato sindaco di Varallo, ha ammesso che quando sposava le coppie regalava a ognuna di esse una coppa delle leggi sul divorzio.

Tra i contrari, invece, Paola Binetti e Mario Sberna (Per l'Italia, video in alto), Massimo Fedriga della Lega e Antonio Palmieri di Forza Italia che ha detto:

"Ho il massimo rispetto per chi vuole questo provvedimento, ma la risposta che viene data è sbagliata. Il divorzio non va inteso come un diritto ma come una extrema ratio, l'esito finale di un cammino volto a recuperare la rottura della coppia"

Secondo Marisa Nicchi di Sel la legge sul divorzio breve era improcrastinabile perché i tempi attuali troppo lunghi non sono al passo con l'Europa e il termine attuale è "una inutile angheria che serve solo ad aumentare i conflitti".

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