Matteo Renzi alla direzione del Pd: "Agli altri è passata la voglia di andare a votare subito"

Sul MoVimento 5 Stelle dice: "In streaming si fanno i dibattiti, a trovare i leader populisti inglesi si va di nascosto".

Almeno con i "suoi" Matteo Renzi si concede il lusso di gongolare sul successo elettorale ottenuto alle elezioni europee di domenica scorsa e parlando dell'Italicum, che è una delle priorità del governo, davanti ai suoi colleghi della direzione nazionale del Pd, dice:

"Entro l'estate dobbiamo chiudere il capitolo legge elettorale, ma non per andare a votare subito, anche perché agli altri è passata la voglia di andare a votare adesso"

Renzi toccato tre punti fondamentali, prima di tutto l'Europa in cui ora il Pd è il primo partito, perciò lancia un appello alla "responsabilità" e all'"unità" del Pd e ha spiegato:

"Siamo arrivati al 40% perché questa volta ci ha votato anche l'artigiano del Nord Est. La partita è stata tra la speranza e la rabbia. Ha vinto la speranza, il Pd, sostiene il presidente del Consiglio.Dobbiamo essere il partito della nazione, della speranza, dell'Italia"

Poi è passato a enumerare le riforme che sono in programma in Italia, alcune già avviate, altre sospese. Tra queste c'è, appunto, la riforma elettorale su cui Renzi insiste perché è necessaria non per andare subito alle urne, ma per dimostrare all'Europa che l'Italia ha finalmente risolto uno dei suoi annosi problemi. Poi c'è la riforma del terzo settore, della pubblica amministrazione, per la quale il ministro Marianna Madia ha ricevuto oltre 34mila e-mail, e ancora quella che Renzi definisce la madre di tutte le battaglie, ossia la riforma del lavoro, per la quale è già stato fatto un grande passo avanti con il decreto Poletti. Renzi ha detto:

"Il decreto Poletti è stato un primo momento di sintesi molto importante, abbiamo detto che la Electrolux è stata aiutata dal decreto, nelle prossime settimane avremo altre questioni di politica industriale in via di soluzione: Alitalia in dirittura d'arrivo, Ilva per la quale serve un cambio di passo. Poi ci sono interventi di politica industriale da fare in varie parti del Paese, da Sulcis a Termini Imerese"

Il Premier ha anche sottolineato che l'Italia ora più che mai ha bisogno di attrarre investimenti dall'estero e proprio questo è il momento migliore per ottenerli perché il Paese è al centro di una grande attenzione internazionale "non per merito del governo, ma per una serie di fortunate circostanze" perciò sarebbe un guaio non sfruttarlo.

Il terzo punto affrontato dopo l'Europa e l'Italia e il partito stesso che deve puntare a "prendere la residenza nel 40%" ottenuto alle elezioni europee. Renzi ha spiegato che nei prossimi anni occorrerà coniugare cultura e capacità di creare ricchezza e posti di lavoro attraverso l'impegno che ognuno mette nelle proprie istituzioni (Comuni, Province, Regioni). Inoltre ha ricordato che il successo elettorale non è stato solo per le europee, ma anche per le amministrative e ha fatto riferimento in particolare a Prato dove il Pd ha vinto con Matteo Biffoni quella che veniva considerata la sfida più significativa.

Tuttavia Renzi ha ricordato che la battaglia non è ancora finita perché ci sono ballottaggi in molti comuni tra cui 17 capoluoghi di provincia, perciò ha chiesto un impegno concreto a tutta la direzione per queste ultime due settimane di campagna elettorale.

Verso la conclusione del suo discorso Renzi ha anche accennato alla Rai ritenendo che la tv pubblica possa avere un ruolo nella scommessa culturale del governo che ha però la sua base nella scuola.

Durante il suo discorso Renzi ha anche fatto una battuta sul MoVimento 5 Stelle riferendosi all'incontro di ieri tra Beppe Grillo e Nigel Farage:

"In streaming si fanno i dibattiti, a trovare i leader populisti inglesi si va di nascosto"

Matteo Renzi direzione nazionale PD 29 mag

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