Grillo-Farage, è caos alleanze in Europa. Il comico spara a zero sui Verdi europei

Intervistato dal Telegraph Beppe Grillo difende la possibile alleanza con l'Ukip di Nigel Farage

16.09 - Intervistato dalla BBC inglese, Nigel Farage è tornato sulla possibile alleanza con il M5s di Beppe Grillo al Parlamento Europeo di Strasburgo:

"Grillo proviene dal centrosinistra, spero che si possa trovare un accordo con lui. Il nostro gruppo starà al centro, da un punto di vista politico, con una forte agenda euroscettica. Non voglio un'alleanza con il Front National, appartengono ad una famiglia politica diversa dalla nostra; anche se da un certo punto di vista Marine Le Pen è piuttosto distante dalle posizioni di suo padre, dall'altro credo che in quel partito sia ancora forte la presenza di Jean-Marie Le Pen, basti pensare alla sua battuta sul virus Ebola appena pochi giorni prima delle elezioni europee.
Non vogliamo avere nulla a che vedere con quel partito."

10.35 - Altro post sul blog ed ennesima stoccata alle eventuali alleanze in sede europea: nel mirino di Beppe Grillo questa volta c'è Reinhard Butikofer in persona, il copresidente dell’European Green party, che ieri aveva piccato il comico genovese di essere un uomo solo al comando:

"Grillo vuole l’Europa come comunità? Deve smetterla di prendere in giro le persone. Io non so cosa pensano i "grillini" perché il loro leader non permette agli altri di esprimere posizioni diverse. Se non sono d’accordo con Grillo, lo sfiducino e poi potremo parlare"

aveva detto Butikofer.

Aggiornamento 1 giugno, ore 09.49 - E' una vera e propria bufera quella che imperversa sul Movimento 5 Stelle (e dentro lo stesso): dal pranzo di martedì mattina tra il comico genovese ed il politico inglese infatti sul blog e tra i Meetup non si parla d'altro e, per induzione, lo stesso fanno giornalisti e parlamentari pentastellati.

Dalle accuse di "allerarsi con i fascisti" fino ai sospetti di "mostrare finalmente la vera anima xenofoba del MoVimento", sono tantissime le cose che si dicono e si scrivono in queste ore convulse post-campagna elettorale: lo stesso Grillo si prodiga, sul blog, in una difesa a spada tratta dell'inglese che però fa acqua da tutte le parti. Non tanto sul merito delle proposte politiche di Farage e Grillo (che su parecchi temi sono profondamente discordanti, come sull'energia) quanto piuttosto sulle rassicurazioni date agli utenti del blog ed agli elettori.

La rassicurazione "decide la rete" infatti non convince completamente gli elettori pentastellati confusi dagli affetti reciproci tra il genovese e l'inglese; così come non convince i parlamentari eletti (a Roma, come Giulia Sarti, e a Strasburgo), visto che in molti hanno dichiarato che preferirebbero un'alleanza con i Verdi (la cui presidente però non ama il M5s).

Con un post pubblicato ieri mattina Grillo ha nuovamente offerto il fianco all'amico Farage, pubblicando il video ed il testo di un suo intervento al Parlamento Europeo del novembre 2011, nel quale attaccava i poteri politici ed economici europei e mondiali, colpevoli di aver "commissariato" Grecia ed Italia con governi fantoccio ("Puppet government").

Il tentativo è evidente: sfilarsi dal fuoco incrociato che i suoi detrattori e qualche suo sostenitore confuso (parecchi, sembrerebbe) dipingendo Farage non come xenofobo ubriacone leggermente maschilista ed antieuropeo ma come difensore della sovranità dei popoli.

Grillo al Telegraph: "Farage non è razzista". Il programma dell'inglese sul blog

Aggiornamento 16.29 - Imperversa come una bufera sul mare di Genova la polemica sul possibile apparentamento M5s-Ukip al Parlamento Europeo di Strasburgo.


Con un ampio copia e incolla dall'ufficio stampa del politico inglese Nigel Farage, sul quale in Italia "si sta dicendo di tutto", il blog del comico genovese cerca di fare il punto e sul programma politico di Farage e sui punti in comune con i pentastellati.

Ad una veloce lettura però emergono alcuni punti sui quali si ritiene necessario chiarire: in particolare quando si scrive che Ukip è contro la guerra.

"A differenza dei leader verdi e liberali (ALDE), che hanno entrambi urlato per la guerra in Libia, quando Hermann Van Rompuy ha visitato il parlamento a dicembre 2012, l'UKIP ha avuto una opposizione coerente e di principio alle guerre imperialistiche straniere e contrario alla Gran Bretagna come cagnolino della politica estera aggressiva dell'UE o degli Stati Uniti. UKIP si è opposta all'intervento militare dell'UE e del Regno Unito in Iraq, Afghanistan, Libia e Siria"

La prima domanda che viene in mente è: quale intervento militare in Siria (paese che vive una guerra civile da 3 anni senza che Unione Europea e Stati Uniti abbiano mai seriamente paventato un intervento militare)? E perchè non citare l'Ucraina? Viene poi da sorridere quando si pensa alla Gran Bretagna come "cagnolino della politica estera dell'UE": più che cagnolino la Gran Bretagna è un vero e proprio molossoide che, in campo internazionale, ha già vinto su tutti i fronti (in primis quello linguistico). Una forma di imperialismo culturale contestata da molti (Grillo spesso ha segnalato sul suo blog un libro di Chiarelettere scritto da Giovanni Fasanella e Mario J. Cereghino, "Il Golpe Inglese") ma sulla quale (giustamente) Nigel Farage non proferisce verbo.

In secondo luogo balza all'occhio l'enorme differenza nelle politiche energetiche:

"UKIP si oppone alla politica energetica dell'UE perché sovvenziona turbine eoliche inefficienti e assurdamente costose. Si ritiene che la politica energetica dell'Unione europea stia spingendo al rialzo i prezzi, provocando povertà di combustibile per i poveri e guidando l'industria di Europa e verso la Cina e l'India dove la manodopera e l'energia sono a buon mercato. Ha una politica di sostegno per il carbone, il gas di scisto, l'energia nucleare e delle maree."

Grillo, che mette da sempre le tematiche energetiche (e tutto ciò che ne deriva) al centro delle sue battaglie politiche, e non a torto visto che oggi l'energia è il più grande problema che l'umanità deve affrontare dopo le disuguaglianze sociali, scrive anche che ogni eventuale accordo per confluire nel gruppo EFD al Parlamento Europeo non pregiudicherà le battaglie pentastellate sull'energia, e ci mancherebbe altro visto che sono il cardine delle politiche industriali, energetiche ed ambientali del M5s.

Insomma, il copincolla di Farage non convince, anzi: i dubbi che ne scaturiscono sono forse più insistenti di prima.

Beppe Grillo intervistato da The Telegraph

La necessità del Movimento 5 Stelle è entrare in un gruppo parlamentare europeo per poter cominciare l'attività a Strasburgo e comunque tutto verrà deciso dalla rete: i parlamentari pentastellati continuano a discutere l'opportunità politica rappresentata da una possibile alleanza con l'Ukip di Nigel Farage, un'opportunità che ha scatenato una vera e propria bagarre all'interno del M5s, sia tra gli attivisti che tra gli eletti.

Dopo giorni di fuoco Beppe Grillo ha voluto mettere il punto definitivo sulla questione, rilasciando un'intervista al corrispondente del quotidiano inglese The Daily Telegraph in Italia, Tom Kington. Il quotidiano inglese fa riferimento ad un'area politica piuttosto conservatrice.

Grillo ha respinto al mittente le critiche piovutegli addosso negli ultimi giorni, in particolare quelle che descrivono il suo interlocutore inglese come razzista, maschilista e xenofobo (tre epiteti in passato rivolti, in ordine sparso, anche al comico genovese):

"Farage ha un grande senso dell'ironia ed è molto simpatico, non è vero che è razzista. Non è come lo si descrive, come io non sono il fascista ed il nazista che i giornali italiani descrivono."

ha esordito il comico italiano nell'intervista. Il tentativo è di sedare i malumori che sono chiaramente emersi all'interno della compagine degli eletti pentastellati al Parlamento Italiano (nulla trapela da quelli eletti a Strasburgo), malumori espressi da esponenti anche piuttosto di prima linea, come la deputata Giulia Sarti.

Grillo, spiegando di non aver raggiunto alcun accordo ma di aver soltanto voluto conoscere il leader dell'Ukip inglese, ha sottolineato la scelta operata da Farage di non apparentarsi con la Lega Nord, un fatto che dimostrerebbe piuttosto chiaramente la linea morale del politico inglese:

"Lui vuole controllare i flussi di immigrazione in Europa, come noi. Ha scelto di non allinearsi con le politiche anti-immigrazione della Lega, lui non è un razzista."

Tutto ciò che verrà, spiega Grillo nell'intervista, sulla falsariga di alcuni parlamentari pentastellati come Danilo Toninelli a RepubblicaTv e Paola Taverna al Fatto Quotidiano), lo deciderà la rete tramite il blog: lui, che non è capo e non decide nulla, fa semplicemente da tramite:

"Non cambieremo il nostro programma, non cambieremo le nostre idee ma se stiamo parlando di concetti come la democrazia diretta allora abbiamo qualcosa in comune con Farage [...] Con 17 deputati formi un gruppo autonomo sei fuori."

Tuttavia non si placano i malumori nella rete e tra gli eletti: umori che possono essere palpati sui social newtork ma anche tra i commenti che compaiono ai post sul blog del comico genovese, che dimostrano una sorta di spaesamento della base pentastellata, che pare non riuscire a comprendere il funzionamento del Parlamento Europeo e, di conseguenza, la necessità di alleanze a Strasburgo.

faragegrillo

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