Politica e camorra dietro gli scontri di Pianura. Arrestato un assessore della Iervolino

Era il segreto di Pulcinella, ma ora è venuto alla luce. Dietro gli incidenti di Pianura, quelle immagini di esagitati che hanno condotti giorni di guerriglia urbana contro la polizia per impedire l'apertura della discarica, non c'era solo la camorra ma una vera regia politica che aveva la propria base nello stesso consiglio comunale di Napoli. In più, ed è importante sottolinearlo, si trattava di una regia bipartisan, almeno nei suoi due principali esponenti.

Si parla infatti dell'assessore alla Protezione civile e ai Cimiteri del Comune di Napoli, Giorgio Nugnes (della Margherita) e del consigliere comunale di An, Marco Nonno; entrambi i quali sono stati arrestati e posti rispettivamente ai domiciliari e in custodia a Poggio Reale. La posizione del primo è chiaramente più delicata, in quanto accusato di aver girato le informazioni che grazie al suo ruolo istituzionale riceveva sugli spostamenti delle forze dell'ordine ai manifestanti, al fine di spiazzare la polizia e guadagnare la massima efficacia nella rivolta.

Nonno, buffa l'ironia nel nome, avrebbe fatto valere tra le altre cose le sue conoscenze nell'ambito della tifoseria organizzata, le cui frange estremistiche sono state letteralmente decapitate da un'operazione che ha visto 35 ordinanze di custodia. Ricordiamo che durante quei giorni avvennero violenze inaudite, come il caso dell'autobus di linea che fu bloccato dai manifestanti armati di coltello, e il cui conducente terrorizzato fu costretto a metterlo di traverso prima che i rivoltosi ne bucassero le gomme e si dessero alla piromania in tutta la zona circostante.

Il sindaco Rosa Russo Iervolino è stato uno dei primi a essere informati dell'arresto del suo assessore, ma non è certo sua la colpa se non si è accorta che uno dei suoi più stretti collaboratori sarebbe un doppiogiochista fiancheggiatore dei rivoltosi pro-monnezza. Tutta presa dal suo impegno risolvere l'emergenza spazzatura non le sarà rimasto abbastanza tempo per controllare l'affidabilità dei suoi assessori. D'altronde il paese è questo, e non ci stupiremmo se alla fine venissero tutti prosciolti.

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