Beppe Grillo, dal Maalox alla via Crucis. Addio al “santone”?

Dal Maalox alla corona di spine in testa (ma sono solo alghe intrecciate) Beppe Grillo prosegue a suon di boutade la sua personale via crucis dopo la batosta del 25 maggio.

Altro che approfondite analisi con i bla bla nei congressi! Il messaggio del leader del M5S è coerente con la strategia del suo movimento: “Abbiamo perso, mi prendo un Maalox”, “Abbiamo perso mi tocca la via crucis con la corona di spine in testa”.

Meglio così, si dirà, con queste fiction e con queste sparate da bolle di sapone che (però) oltre a non recuperare i voti persi il 25 maggio non recuperano il dissenso interno, dove il braccio di ferro è fra chi conferma la leadership del comico genovese e chi invece vuole un grillismo senza Grillo.

Fatto sta che i conti non tornano (anzi, non sono tornati il 25 maggio) e non saranno le battute o gli effetti scenici a riportare nel M5S gli elettori fuggiti: un anno fa Grillo prendeva voti perché rappresentava la protesta e il cambiamento. E oggi, dopo l’esperienza in Parlamento, dopo che ai proclami e agli insulti sono seguiti proclami e insulti?

Gli elettori del M5S, (sondaggio di Pagnoncelli) al 50 per cento si dicono soddisfatti della vittoria di Renzi. Che significa? Che, semplicemente, vogliono il cambiamento. Il cambiamento e basta! Grillo o un altro fa lo stesso (per loro).

La controprova? Un anno fa il M5S e il Pd avevano quasi gli stessi voti. Oggi il Pd doppia il M5S: il Pd è cambiato, il M5S no. Da lì la crisi drammatica, lo sbandamento interno, la ricerca di una via d’uscita.

Quale? Dopo aver detto “no” a Bersani un anno fa per un governo di centrosinistra oggi Grillo si butta in braccio a Nigel Farage, leader xenofobo e anti-europeo. Caro Beppe, a che gioco giochi?

Scrive Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “Il ruolo di Grillo come guida e "santone" del movimento non esiste più, perché nessun leader carismatico può essere contestato. In capo carismatico non può essere discusso, lo si segue e basta: anche quando vuole fare amicizia con un isolazionista inglese di estrema destra. Ma se invece Grillo è fermato nelle sue scelte, la sua funzione viene meno. Come sta già accadendo. Allora i Cinque Stelle diventeranno altro, forse un partito come ce ne sono tanti. Ma prima dovranno consumare la loro crisi, frantumarsi e rinascere su nuove basi”.

beppe Quando e dove finirà la via crucis di Beppe Grillo?

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