Matteo Renzi a La Stampa: “Per altri 4 anni non avrete altri premier”

Matteo Renzi commenta in un'intervista a La Stampa i risultati delle elezioni europee e parla del futuro del Paese.

Matteo Renzi, fresco di vittoria alle Elezioni Europee, ha concesso un’intervista a La Stampa e ha gongolato un po’ spendendo qualche parola sul futuro dell’Italia e del suo governo, strizzando l’occhio alla Germania di Angela Merkel.

La Germania è un modello, non un nemico. Lo è quando penso al mercato del lavoro, o alla sua struttura pubblica. Questo non significa non avere idee diverse su tante questioni.

La vittoria schiacciante del Partito Democratico, secondo il premier, è un segnale che gli italiani siano pronti al cambiamento e abbiano speranza nel futuro:

L’Italia ha scelto la stabilità e per noi stabilità significa fare riforme molto dure e molto forti. Possiamo permetterci di dire che vogliamo cambiare l’Europa perché partiamo da noi. Perché da noi, dopo 70 anni, non si è votato per le Province. Perché la riforma elettorale è stata approvata in prima lettura. Perché la riforma della Costituzione è ben incardinata al Senato. Perché la riforma del lavoro, scandita in due parti, è già avviata; perché la riforma della Pubblica amministrazione sarà attuata il 13 giugno; perché la riforma della giustizia sarà presentata entro giugno; perchè il 30 giugno inizierà il processo civile telematico. L’Italia sta profondamente cambiando.

Renzi rincara la dose, commentando i risultati delle recenti elezioni:

Il segnale delle urne non si presta ad equivoci. È la prima volta dal 1958 che un partito prende più del 40 per cento, allora credo fosse al governo Fanfani: 56 anni fa. Più forte di così gli italiani non potevano parlare.

Quello che gli italiani hanno espresso, Renzi ne è convinto, è non soltanto un atto di fede, ma anche un voto politico.

È un atto di fede, basato su un ragionamento politico. C’è un modo tipico di dire, buffo, dei politici italiani che perdono le elezioni: ah, gli italiani non ci hanno capito... Come se fosse colpa degli elettori! Ma rovesciando quel modo di pensare, si potrebbe dire che stavolta sono stati gli italiani ad aver capito noi, più e meglio di quanto non sia stata capace la classe dirigente, i giornalisti, i politici.

European Political Leaders Meet After European Elections Results

Il PD è riuscito a conquistare 31 posti al Parlamento Europeo e questa presenza massiccia rispetto agli altri partiti - 17 europarlamentari per M5S, 13 per Forza Italia, 5 per Lega Nord, 3 per L'Altra Europa con Tsipras e Nuovo Centrodestra, 1 per Südtiroler Volkspartei - gli permetterà di imporsi per quanto riguarda il nostro Paese e non solo:

Non credo che il senso delle elezioni sia che è nato il leader Matteo Renzi. No, il senso delle elezioni è che l’Italia può giocare un ruolo, che l’Italia non è l’ultima ruota del carro, che l’Italia è un Paese che, se cambia, può diventare lei leader d’Europa. L’Italia ha stabilità e per noi stabilità significa fare riforme molto dure e molto forti. Possiamo permetterci di dire che vogliamo cambiare l’Europa perché partiamo da noi.

Poi la promessa: l’Italia si prepara alla stabilità e questo significa niente più premier precari. Per i prossimi 4 anni non avremo altro Premier all’infuori di Matteo Renzi.

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