Ore 12 - Crack borse: c'è chi chiama lo Stato come il 118

altro Di fronte alle borse che crollano c’è chi grida: “giù le mani dal mercato” e chi, all’opposto, chiama lo Stato come si fa con il 118.

Da anni, ovunque, si è martellato sulla globalizzazione, sullo Stato da tener fuori dall’economia, sulla totale libertà dell’impresa. E adesso, con la scoperta di una finanza e di un capitalismo dai piedi d’argilla, arriva il contrordine.

Addirittura c’è chi ipotizza la “morte” del capitalismo. Come se, fra stop and go, il capitalismo non si fosse mai trasformato sotto i colpi o gli impulsi del riformismo socialdemocratico, del New Deal roosveltiano, del sindacato, della sinistra, e di gente come Keynes e … Carlo Marx. Come dice Emanuele Macaluso: “Il capitalismo è cambiato perché ha dovuto fare i conti con la politica”.

Il quadro è chiaro da far paura. Con il Piano Paulson si è messo in atto “il più grande trasferimento di debito da quando è stata inventata la moneta”. Lo stesso Henry Paulson è costretto ad ammettere che “il capitalismo selvaggio è morto”. Ma non era il vecchio Marx dileggiato dai novelli Berlusconi e messo in soffitta, ad ammonire che “il capitalismo produce ineluttabilmente crisi sistemiche?”.

Nella nostra italietta della socieà liquida, dei “partiti inventati” su un pradellino a San Babila o in un loft romano, dove i furbi prosperano facendosi leggi e regole a proprio uso e consumo, invocando un mercato libero da vincoli, si è gridato allo scandalo di fronte a chi chiedeva “anche” una mano dello stato sulla questione Alitalia.

Tutti i liberal (pseudo) a gridare: “Stato go home!”. E giù applausi. Ma lo Stato non può essere “neutrale” rispetto ai mercati. Non ce lo ha insegnato Togliatti, ma la Democrazia Cristiana che lo ha applicato portando l’Italia fuori dalla miseria e fra i primi cinque paesi del mondo. Questi i fatti, altro che balle!

Fatti che oggi portano il paese guida del capitalismo mondiale, gli USA, dopo aver nazionalizzato banche e assicurazioni, a pensare di nazionalizzare niente meno che la Ford e la General Motors, oramai kappaò. Capito?

La politica, come lo Stato, non è un optional. Tremonti scopre una propria “terza via” (non quella dei “revisionisti di centrosinistra” Clinton, Blair e Schroeder): né mercatismo, né statalismo. Ma cosa fare e come farlo, non lo dice.

Quel che manca, non solo in Italia, è la politica. Messa ancora una volta a tacere. Il sistema finanziario sarà salvato perché, restando in Italia, saranno gli italiani a pagarlo.

E pagheranno salato per far ritornare quel mercato e quel modello di sviluppo responsabili di questo caos.

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